“Il Benessere Globale” seconda parte. Alla scoperta del vegetarianismo: non solo una moda…

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ciboDopo le considerazioni sulle motivazioni e sulle ragioni sulle quali si fondano le convinzioni che spingono al vegetarianismo fatte nel numero precedente di questa rivista, cercheremo adesso di conoscerlo ancora più da vicino anche negli aspetti più pratici della vita quotidiana.

 

Un numero sempre crescente di persone, specie tra i giovani, va adottando diete vegetariane,ma non tutti vi si accostano con le stesse motivazioni, quindi si rende necessaria una sommaria distinzione , per poi arrivare a spiegare cosa vuol dire in concreto “essere vegetariani”.

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Le ragioni del vegetarianismo possono essere diverse: strettamente religiose e spirituali, socio-culturali o esclusivamente “salutiste”. Coloro che praticano una dieta vegetariana per motivi spirituali spesso seguono il principio per cui “la vita viene sempre dalla vita e la morte sempre dalla morte” con un rispetto della vita in se che si estende anche a quella degli animali.

Questo nell’ottica di una contrapposizione, fra un’energia negativa e positiva rappresentata da cibo animale e cibo vegetale. Alcune religioni inoltre hanno restrizioni nell’uccidere e alimentarsi della carne di animali ritenuti sacri, impuri o evitano l’assunzione di carne in determinati periodi dell’anno.

Nella cultura occidentale molto più spesso si diventa vegetariani per motivi socio- culturali, per un credo “animalista”, quindi per un amore verso tutti gli animali, per cui si rinuncia a mangiare la carne per evitarne l’uccisione, oppure si diventa per motivazioni ”salutiste” seguendo le numerose pubblicazioni scientifiche che attribuiscono a una dieta carnivora gran parte delle malattie, quindi per motivi strettamente legati alla salute.

Infatti, è ormai noto da tempo come la OMS(organizzazione mondiale della sanità), abbia dato indicazioni precise sul consumo di carne e pesce che non devono superare i 500 grammi alla settimana ,inserendo le famose cinque porzioni al giorno di frutta e verdura.

Si può suddividere il vegetarianismo in tre maggiori categorie

  1. Regime lacto-ovo vegetariano:con una dieta consistente in cibi vegetali ,verdure, legumi, cereali,frutta,latte,prodotti del latte come formaggi e le uova.
  2. Regime lacto vegetariano:con una dieta consistente in cibi di origine vegetale,come la precedente, ma escludente le uova (viste come “cellula” animale)
  3. Regime vegetariano totale o stretto(vegan): che consiste solamente in cibi di origine vegetale,verdure legumi,cereali,frutta ,con esclusione di tutto ciò che è di provenienza animale come il latte, tutti i suoi derivati e le uova.

Questa suddivisione non va però intesa in modo rigido o categorico,poiché vi possono essere variazioni tra gruppi e all’interno di essi,vi sono infatti “semi vegetariani” che non mangiano carne ma consumano pesce,oppure gruppi macrobiotici,che interpretano il vegetarianismo esclusivamente come”cura” e disintossicazione, per cui non mangiano carne,raramente pesce, ed escludono inoltre il latte,i suoi derivati, e tutte le verdure “solanacee” cioè patate,melanzane,pomodori,peperoni,questo perché ritenute “acide” e ricche di “solanina”sostanza tossica se consumata in grossa quantità ma presente solo sulle parti verdi di questi vegetali.

La dieta alimentare dei vari gruppi macrobiotici non è fondata quasi mai su motivazioni etiche o spirituali ma di solito salutari.

Ritengono ad esempio il latte e i suoi derivati siano alimenti idonei solo per un periodo iniziale della nostra vita da usare quindi esclusivamente nella nostra infanzia, inoltre evitano anche il consumo di sale, zucchero, olio di oliva e soia, sempre per convinzioni legate a un benessere che sarebbe compromesso con l’assunzione di questi alimenti.

La dieta per coloro che da vegetariani invece consumano abitualmente sia il latte con i suoi derivati che le uova, che potremmo impropriamente definire “vegetariani classici” o la dieta dei “vegetariani stretti” che invece non fanno uso di questi alimenti raramente è associata ad un obbiettivo legato esclusivamente al benessere fisico,ma è in funzione di un” benessere globale” che comprende l’uomo in tutta la sua essenza,basato piuttosto sul concetto che il corpo fisico non è altro che il “contenitore” di una “energia vitale” che trascende la materia.

In questo caso il vegetarianismo è un punto di partenza, un principio, una filosofia, un modo di vivere nel rispetto di quella “Vita” della quale il nostro “essere” è partecipe. Ciascun essere vivente è parte di un “tutto” di una globalità assoluta, di uno spirito “Unico”.

E’ parte del “respiro” dell’intero universo. Il non mangiare animali è però solo un “punto di partenza “per il raggiungimento di una purezza di pensiero che aiuta a comprendere questo, ad averne la piena consapevolezza, con l’obiettivo di riunirsi spiritualmente a questo “tutto” a questo “Dio” come espressione del “creato” nella sua globalità cosmica.

Il vegetarismo è quindi un mezzo non un fine, è il primo passo, il più facile, di un lungo cammino spirituale di cui fanno parte l’amore, la pace, la non violenza, la verità, la rettitudine insomma di tutti quei valori che devono essere praticati per raggiungere quell’obiettivo che è la consapevolezza di essere figli e parte della “molteplicità”, di un “creato” che non si distingue da un “creatore”.

Nel prossimo numero di “ViviTenerife” sarà specificato quali alimenti in concreto possono sostituire carne e pesce, preservando, anzi migliorando lo stato di benessere sia fisico, sia mentale.

Dott. Lorenzo Lastrucci

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