Canarie. Il sostegno finanziario all’impresa – I prestiti ICO

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Canarie. Il sostegno finanziario all’impresa – I prestiti ICO

In questo numero del NET Noticias faremo il punto su un aspetto specifico, all’interno di un più ampio tema solitamente caro agli imprenditori, tanto nel caso di aziende consolidate, quanto in quello di nuovi progetti (start up): la ricerca dei mezzi finanziari per sostenere l’attività d’impresa.

La situazione del COVID-19 è un caso classico di evento che ha proporzioni e caratteristiche tali da mettere in forte difficoltà non un’azienda, non un settore, ma un’intera economia, persino oltre la dimensione nazionale. In questo caso, ovviamente, si tratta di venire in soccorso di aziende che, con il calo di attività e fatturati, rischiano seriamente, anche in termini di sopravvivenza. Per questa ragione si fa ricorso a misure straordinarie, almeno nelle proporzioni, che tendono ad affiancare l’attività di erogazione ordinaria.

E’ il caso, per quanto concerne la Spagna, dei prestiti ICO. L’acronimo indica l’ente erogatore (Instituto de Crédito Oficial), o meglio l’istituzione che fornisce le disponibilità, assumendo il rischio finanziario, gestito operativamente dal sistema bancario, in termini di due diligence, cioè di valutazione dei requisiti che l’azienda deve avere per essere finanziabile.

Questa misura si rivolge potenzialmente a tutte le aziende, di qualsiasi settore o dimensione, e tendenzialmente può arrivare ad importi anche molto rilevanti (milioni di euro), sempre tuttavia commisurati, non solo ai fabbisogni per i quali viene richiesto l’accesso al credito, quanto soprattutto a parametri relativi al conto economico e all’attività dell’impresa.

L’importo erogabile, ad esempio, può essere commisurato al fatturato dell’anno precedente o alla spesa sostenuta, sempre nel precedente esercizio, per il pagamento di stipendi e salari. Certamente, l’azienda che ricorre ad un ICO, benché in condizioni di necessità, deve essere anche in salute (un concetto cui difficilmente derogano le banche, ad ogni latitudine, quando si tratta di allentare i cordoni della borsa…) e, pertanto, oltre che aver chiuso in attivo l’ultimo bilancio, non deve assolutamente avere pendenze con “Hacienda” (agenzia delle entrate…), né con la “Seguridad Social”, né in genarale con la Pubblica Amministrazione.

Le banche, inoltre, danno preferenza a chi è già loro cliente e possibilmente, già affidato, perché in questo caso ne conoscono già il merito di credito e, almeno sulla carta, rischiano di meno. Perché è vero che i soldi sono dell’ Instituto de Crédito Oficial, però è altrettanto vero che gli istituti di credito che gestiscono le istruttorie sono “responsabili” della qualità delle pratiche ammesse al finanziamento, non solo in termini deontologici, ma anche di parametri che in qualche modo le penalizzeranno. Eventuali “sofferenze”, o come si dice con il linguaggio più soft dei tempi che viviamo “crediti deteriorati”, andranno a peggiorare il rating della banca che ha “valutato male” l’azienda beneficiaria del prestito, e in questo senso ne limiteranno quantitativamente e qualitativamente l’azione.

Un aspetto positivo dell’ICO è la rapidità dei tempi di erogazione, che possono misurarsi anche in due o tre settimane, in funzione di vari parametri. L’enorme richiesta che il sistema bancario ha registrato in questi ultimi mesi ha appesantito i tempi di istruttoria, ma non al punto da dissuadere le migliaia di imprese che, anche nel nostro territorio, hanno fatto ricorso a questa misura di sostegno.

Per avere un’idea delle proporzioni del “fenomeno ICO”, al 20 maggio, i dati relativi all’intera Spagna ci parlano di 420.717 prestiti, per un totale erogato di 53,6 miliardi di euro. Nella Comunidad Autonoma de Canarias, si sono registrate 17.614 erogazioni, per un importo complessivo di 1,6 miliardi di euro. L’importo medio dei prestiti è risultato pari a 127.496 euro su scala nazionale, un po’ meno, pari a 91.858 euro, nel nostro Arcipelago.

Dr. Fernando Paganelli


 

Per maggiori informazioni potete scrivere a info@itcanarias2030.com

o telefonare a : +34 666 956 508

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