CANARIE. Lavorativamente parlando, come è iniziato il 2021 e come proseguirà?

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CANARIE. Lavorativamente parlando, come è iniziato il 2021 e come proseguirà?

Attualmente nelle Isole Canarie ci sono 20.349 lavoratori autonomi. La maggior parte di questi autonomi, si stima siano 10.000, circa la metà, abbiano già da un anno chiuso le proprie attività e non alzeranno più le saracinesche

La stragrande maggioranza ha riconsegnato ai proprietari i locali in cui operava e chiuso i contratti di affitto mensili, perché non proseguiranno con l’attività. Tuttavia, continuano a essere registrati presso la previdenza sociale, ricevendo questo aiuto, che, come con l’ERTE (Cassa Integrazione), rivelerà, quando finirà, la vera dimensione di questa crisi.

Tra questi 10.000 liberi professionisti che hanno chiuso e stanno ancora ricevendo aiuti per la cessazione dell’attività, ci sono praticamente tutte le attività che un anno dopo non hanno ancora riaperto, principalmente nel sud e nelle zone turistiche delle isole Canarie. Senza dimenticare le molte altre attività colpite dai vincoli e dalle misure igienico-sanitarie adottate dalle autorità causa covid.

Inizialmente la maggior parte di loro aveva pensato che il covid fosse questione di pochi mesi e hanno approfittato dell’aiuto, nella speranza di aggiustare il tiro per poter così riprendere la loro attività. Tuttavia, la pandemia è durata più del previsto e ha visto affondare i loro affari, divorati dalle perdite. Alcuni di loro cercano di resistere come possono sostenuti da un aiuto che si aggira intorno ai 500 euro.

Il 2021 è iniziato in maniera molto negativa e gennaio ha lasciato un bilancio disastroso: quasi 500 lavoratori autonomi in meno in un mese e ridotta la cifra a 128.588. Il 2021 era stato preannunciato come un anno di massiccia distruzione di imprenditori. Tuttavia, la decisione del Governo di estendere gli aiuti per la cessazione dell’attività e di rendere più flessibili le condizioni per accedervi, dal 1° febbraio, fa prevedere un freno delle chiusure e una raffica di richieste di benefici.

“Come per l’ERTE, le Isole Canarie saranno una delle regioni in cui crescerà maggiormente il numero di lavoratori autonomi che riceveranno aiuti. L’economia è completamente ferma”, dice Juan Carlos  Arricivita, presidente dell’ATA (Asociación de Trabajadores Autónomos de Canarias) che indica le isole di Lanzarote e Fuerteventura come le più colpite dalla pandemia e dalla crisi economica. Sempre Arricivita stima, che circa 80.000 lavoratori autonomi sui 128.588 attualmente contabilizzati nelle isole Canarie, beneficeranno dell’aiuto vista la gravità della crisi. Si considera che la metà dei lavoratori autonomi delle isole abbia subito un calo del fatturato di oltre il 60% e con questo reddito l’attività diventa impraticabile.

“Nelle Canarie sono passati molti mesi e ogni giorno che passa la data prevista per il recupero viene ritardata. Non pensiamo che almeno parte del recupero possa avvenite in estate, quando ci sarà una forte concorrenza in atto e la connettività aerea sarà altalenante, quindi nel migliore dei casi andremo a ottobre o novembre”, afferma il presidente di ATA.

Arricivita chiede un aiuto diretto, un’ulteriore sforzo alle autorità allo Stato, al Governo delle Canarie, a tutti i Cabildo delle isole e ai Comuni, per evitare che i 10.000 lavoratori autonomi che non torneranno in attività dopo il covid si moltiplichino per tre. “Tutto la struttura produttiva che viene distrutta adesso, tarderà anni per riprendersi”.

Foto EFE

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