Canarie: l’edilizia alberghiera in fase di ristagno?

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Canarie: l’edilizia alberghiera in fase di ristagno. I progetti di nuove costruzioni ristagnano a Gran Canaria, mentre a Tenerife si consolida la scommessa sui 5 stelle.

La scommessa del settore turistico canario di creare politiche di qualità, di fronte alla rinata concorrenza di destinazioni come Turchia, Tunisia ed Egitto, sembra mostrare segnali positivi. L’anno 2018 ha visto la rinascita di altri mercati nel Mediterraneo, ciò nonostante, l’Arcipelago ha chiuso con una flessione minima, pari a 462.000 visitatori stranieri in meno rispetto al 2017.

Con 13,75 milioni di turisti stranieri, come confermano i dati di Estadística de Movimientos Turísticos en Fronteras di dicembre, le isole hanno vissuto una delle migliori annate. Ciò nonostante, gli imprenditori del settore continuano ad insistere sull’importanza di saper offrire servizi e strutture all’altezza della domanda. Il lavoro svolto negli ultimi anni è stato intenso, soprattutto in materia di ristrutturazioni edilizie, che deve però essere integrato dalla costruzione di nuove strutture, un settore che sta vivendo invece un periodo di stagnazione. Lo sforzo degli imprenditori turistici per migliorare le installazioni e adattarle alle esigenze dei turisti è stato costante negli ultimi anni.

Solo tra il 2015 e il 2017, gli imprenditori delle isole hanno investito 625 milioni di Euro nel ristrutturare o costruire nuovi edifici, come confermato da uno studio pubblicato da Colliers International lo scorso gennaio. Il grosso delle inversioni, pari a 500 milioni di Euro, è stato destinato al recupero delle strutture esistenti, mentre i restanti 129 milioni, pari al 21% degli investimenti, sono stati destinati alla costruzione di nuove strutture.

Nelle zone turistiche di Tenerife, le attività di nuova edilizia sono più in fermento rispetto a Gran Canaria, soprattutto per quanto riguarda la costruzione di alberghi a 5 stelle, che prevedono un iter di approvazione più semplice rispetto ad alberghi di categorie inferiori.

Alle inaugurazioni di nuove strutture, si aggiungono quella del nuovo complesso a 5 stelle a Playa Paraíso, promossa dalla catena H10, come l’autorizzazione ottenuta dopo oltre due anni di trattative, per iniziare i lavori per un nuovo albergo a La Tejita, Granadilla, o i progetti per costruire due alberghi di 5 stelle a El Mojón (Arona), le prime concessioni dopo 15 anni, come anche l’elaborazione di un piano territoriale che consenta la costruzione di altri quattro a Punta de Abona (Arico), finanziati da capitale italiano, in un’area dove si prevede un parco giochi, un centro commerciale e un centro balneario con talassoterapia.

Esperti, istituzioni e imprenditori concordano sulla diagnosi: per mantenere l’arcipelago competitivo in un mercato così complesso, bisogna saper offrire standard di alta qualità, con strutture moderne e all’avanguardia, in grado di rispondere alle richieste dei turisti. Un compito che gli imprenditori del settore stanno cominciando ad assumere, anche se gli ostacoli di carattere burocratico continuano a rendere difficile la realizzazione di nuovi complessi che soddisfino la domanda dei moderni turisti, e che siano in grado di fare la differenza rispetto ad altre destinazioni.

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