Canarie. Riconoscere e curare la depressione, male dei migranti!

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La depressione è una malattia psichica caratterizzata da un abbassamento del tono dell’umore.

Deve essere diagnosticata da uno specialista in base ad alcuni criteri che la differenziano dalla semplice tristezza,emozione comune e normale in determinate circostante per tutti gli esseri umani. La depressione è un disagio psichico che può colpire anche i migranti. Chi migra affronta infatti uno sradicamento dalla propria terra di origine, sperimentando spesso un senso di perdita, vuoto, solitudine e tristezza, relativo a tutto ciò che ha lasciato nel paese di provenienza come gli affetti, i luoghi e le abitudini, l’identità culturale. I criteri attuali più utilizzati per effettuare una diagnosi di depressione sono quelli che si riferiscono al Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) redatto dall’American Psychiatric Association.

I sintomi devono essere presenti da più di due settimane e possono comprendere:

  • un umore depresso per la maggior parte del giorno – la marcata diminuzione di interesse o piacere in quasi tutte le attività – perdita di peso o, al contrario, un aumento di peso con relativa riduzione/aumento dell’appetito – insonnia o ipersonnia – agitazione o rallentamento psicomotorio – senso di affaticamento, stanchezza, perdita o mancanza di energia – sentimenti di auto svalutazione o sensi di colpa eccessivi o inappropriati – ridotta capacità di pensare, concentrarsi, o senso di indecisione – pensieri ricorrenti di morte e suicidio.

Questi sintomi devono causare disagio o compromettere le attività sociali, occupazionali o in altri ambiti importanti. La depressione può essere di vari tipi, a seconda della causa e del tempo di durata e la cura avviene attraverso i farmaci e la psicoterapia. I farmaci adatti sono appunto chiamati antidepressivi e devono essere prescritti da un medico in seguito alla precedente diagnosi. Per quanto riguarda la psicoterapia invece, ne esistono varie ritenute efficaci per la cura della depressione; tra queste c’è l’Analisi Transazionale.

Quest’ultima ha individuato dodici principi terapeutici nel trattamento della depressione in 16-20 sedute e sono: 1) Creare una relazione positiva e paritaria all’interno della quale la persona si senta sicura per poter esplorare i propri pensieri, sentimenti e le proprie esperienze iniziando ad interiorizzare l’esperienza di essere accettato. 2) Identificare origini e cause della depressione. 3) Identificare, valutare e sfidare i pensieri e le credenze che hanno un impatto negativo nel concetto di sé, nelle aspettative verso gli altri e verso la vita. 4) Supportare l’individuo nel riconoscere, valutare e sfidare i sistemi auto-limitanti di pensiero e comportamento esperendo cosa mantiene attiva la depressione. 5) Esplorare, elaborare e cambiare il sistema dei riconoscimenti, aumentando il numero e la qualità delle gratificazioni a sé stessi e riducendo le critiche. 6) Identificare e sfidare il meccanismo di svalutazione e grandiosità (es. “se le cose vanno male è colpa mia” svalutazione dei fattori esterni e considerazione grandiosa del ruolo del sé). 7) Supportare la capacità riflessiva e la rivalutazione delle esperienze di vita che hanno contribuito ad un senso di impotenza. 8) Supportare l’individuo a prendere nuove decisioni rispetto a come vuole vedere sé stesso, relazionarsi con gli altri e coinvolgersi nel mondo. 9) Supportare la capacità dell’individuo di identificare, esprimere e riflettere sulle proprie emozioni represse. 10) Supportare l’individuo nell’esplorazione e nella sperimentazione di nuovi modi di entrare in relazione con gli altri aumentando la propria autostima. 11) Progettare e negoziare i contratti di controllo sociale, come ad esempio esercitazioni per casa, contratti di autocura, esercizi fisici, dieta e contratti di igiene del sonno. 12) Facilitare nel cliente l’attaccamento e il coinvolgimento sempre maggiori con la vita, gli altri e il mondo.

A volte la persona depressa ignora anche di esserlo e sono le persone accanto che se ne accorgono e possono sollecitare un intervento. E’ importante non perdere la speranza e ricordare che la depressione può essere curata, che si può cambiare e stare bene.

Sara Filanti

Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale con certificazione Europea (CTA), Didatta e Supervisore. Lavora in ambito clinico e formativo.

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Per informazioni o consulenze potete contattare la Dottoressa Filanti scrivendo alla redazione del giornale info@vivilecanarie.com o alla email cambiarevita.tenerife@gmail.com

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