Canarie: sovrappopolazione in una regione periferica, una differenza evidente

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Canarie: sovrappopolazione in una regione periferica, una differenza evidente

Ad inizio secolo, secondo l’ISTAC (Instituto Canario de Estadística), nelle isole Canarie risiedevano 1.716.276 persone. Nel 2020, anno in cui esistono dati disponibili, la cifra è aumentata di 459.676 persone, raggiungendo quota 2.175.952 abitanti.

Ciò equivale ad un aumento del 26,78% nel corso degli ultimi vent’anni; una crescita demografica che supera di quasi 10 punti la media nazionale nello stesso periodo (che è del 17%).

Se si confronta l’evoluzione demografica delle Canarie con quella delle Comunità Autonome simili in termini demografici e di estensione del territorio, la differenza diventa ancora più evidente: di fronte al grande aumento del 26,78% nelle isole, la popolazione dei Paesi Baschi presenta una crescita molto più moderata, pari al 5,8%.

Si prevede che questa tendenza, che equivale ad una crescita annua di 23.000 abitanti, continui anche in futuro. Secondo le stime, nel 2033 l’arcipelago dovrebbe ospitare 2.493.956 abitanti. La popolazione straniera aumenterà di 648.280 persone, fino a raggiungere il 26% della popolazione.

Le Canarie, con una concentrazione di 292 abitanti per chilometro quadrato, sono la terza Comunità Autonoma per densità di popolazione. Bisognerà forse limitare il numero di abitanti?

Di fronte all’aumento previsto della popolazione, potrebbe l’arcipelago delle Isole Canarie imporre una qualche limitazione per le nuove residenze? Lo studio realizzato ammette che “l’eventuale limitazione di entrate nell’arcipelago per gli spagnoli della penisola e le limitazioni alla libertà di risiedere per gli stessi o per i canari sarebbe incostituzionale, e la limitazione verso gli stranieri comunitari contraria al principio di libera circolazione delle persone all’interno dell’ Unione Europea.

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