Siamo noi a controllare i nostri smartphone o sono gli smartphone a controllare le nostre vite?

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Siamo noi a controllare i nostri smartphone o sono gli smartphone a controllare le nostre vite? A tutte le ore del giorno (e della notte) notifiche, messaggi, eventi, aggiornamenti e notizie catturano la nostra attenzione, distraendoci dallo studio o dal lavoro e occupando il nostro tempo libero.

Tanto che sono ormai diversi gli studi scientifici che hanno lanciato l’allarme sulla dipendenza da cellulare e le sue conseguenze. C’è però chi sta reagendo a questi cambiamenti imposti dalla tecnologia, trovando diverse strategie per limitare l’uso dei dispositivi elettronici nella vita quotidiana.Un nuovo studio guidato da ricercatori dell’Università di Bologna, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior (e ripreso anche da Harvard Business Review), traccia un quadro di queste “pratiche di resistenza” che stanno iniziando a diffondersi. Individuando le motivazioni principali che spingono le persone a limitare l’uso degli smartphone nelle loro vite quotidiane.

“Al lavoro o durante il nostro tempo libero spesso decidiamo di interrompere quello che stiamo facendo per controllare una notifica o le ultime notizie sui nostri smartphone”, dice Marcello Russo dell’Università di Bologna che ha coordinato lo studio.

“Allo stesso modo, però, possiamo decidere di uscire da questo stato di connessione costante, riducendo il tempo che dedichiamo ai nostri cellulari e concentrandoci di più su quello che stiamo facendo. Nel nostro studio abbiamo raccolto diversi esempi di persone che hanno trovato il modo di farlo”.

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