Due spagnoli su tre credono di saper parlare italiano

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Due spagnoli su tre credono di saper parlare italiano Pensano che le due lingue hanno la stessa radice e quindi “son il mismo rollo tutto”

Le poche scuole di italiano presenti in Spagna agonizzano per la scarsità della domanda. Lo confermava nei giorni scorsi il Centro di Ricerche Sociologiche (CIS): due spagnoli su tre credono di saper parlare italiano alla perfezione, in modo naturale, benché non l’abbiano mai studiato.

“Cuache sonno molto fachile lito leto”, assicura Antonio Campanas, un giovane di Valladolid convinto di parlare un italiano scorrevole e che non capisce che bisogno abbia uno spagnolo di perfezionare la lingua, dato che castigliano e italiano condividono la stessa origine latina “y se dice casi todo igual, es il mismo rollo tutto”.

Il fatto di parlare “praticamente la stessa lingua” spiega perché l’Italia sia la destinazione preferita degli spagnoli, davanti a Francia e Norvegia. In effetti il 18% dei turisti che visitano l’Italia sono spagnoli, che vi giungono “sin nechesitá di recorrire al inglese o cualquier otra lingua porque con el italiano vas che te tiras”, conferma José Garcés, di Madrid. “Cuando arribo a casa, en la intimitá, io parlare el italiano perfectamente, Nescafé Capuccino”, confessa alzando il braccio destro e facendo un gesto con la mano a dita unite, “cosa fundamentale si quieres enfatizare”.

L’Agenzia Nazionale del Turismo italiana sostiene che gli spagnoli non sono coscienti del fatto che le differenze linguistiche esistono e sono maggiori di quanto essi pensino. Attribuisce parte della colpa alle traduzioni in castigliano delle canzoni di Nek, Ramazzotti o Pausini. In effetti il CIS certifica che il 90% degli spagnoli crede che la frase “Laura no está, Laura se fue, Laura se escapa de mi vida” sia in italiano. “Ramazzotti dev’essere di un paesanotto perché parla aprendo molto la bocca, ma se non fosse per questo particolare passerebbe per uno di Cuenca”, spiega Garcés.

“A Cuenca dici ‘Parla con me, dime qué te pá’ e si capisce perfettamente”, assicura questo madrileno che da dieci anni vive tra Spagna e Italia “sin cambiar el idioma ni un piccolo instante”. A dispetto della loro padronanza della lingua “indistinguíbile di un natívole”, molti spagnoli attribuiscono al rifiuto dell’immigrazione il fatto che molte imprese italiane rifiutino lavoratori provenienti dalla Spagna. “Alla que saben que prochedes di Madride o Barchelona ti dichen que tu italiano no es perfetto para laborare, les toca la pilila que no seas locali”, protesta Garcés.

Tradotto dalla redazione, tratto da elmundotoday.com

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