E’ legale espellere un candidato dal corpo della Policía Canaria perché ha dei tatuaggi

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E’ legale espellere un candidato dal corpo della Policía Canaria perché ha dei tatuaggi

Tatuaggi nella Policía Canaria? Una sentenza stabilisce che non rappresentano motivo di espulsione o sanzione, se non sono visibili

Espellere un candidato dal corpo della Policía Canaria perché ha dei tatuaggi non è legale, se non si dimostra che questi rimangono visibili una volta indossata l’uniforme.

Una recente sentenza del Tribunal Superior de Justicia de Canarias (TSJC) ha riconosciuto il diritto di uno degli oppositori a continuare la formazione (nel frattempo già conclusa), perché non è stato provato che il tatuaggio era visibile. “La pratica amministrativa precedentemente avviata non rappresenta quindi causa di espulsione come prevedono le norme di decoro e comportamento. Conseguentemente, deve essere accettato il ricorso del soggetto, che ha diritto a proseguire con la formazione”. Questo caso non è isolato. Il sindacato Co.bas conferma che tre persone erano state espulse dalla formazione per questa ragione. Queste persone si sono rivolte ai giudici e i tribunali stanno dando loro ragione.

Il divieto di avere tatuaggi per gli agenti del corpo della polizia è diventata misura controversa, che in alcuni casi, come affermano i sindacati, si allontana dal concetto di polizia moderna.

Due anni dopo aver convocato i primi 52 posti (nel 2008), venne pubblicato un regolamento relativo a questo corpo, in cui si prevede che “il personale non utilizzerà orecchini, braccialetti, collane o gioielli simili. Non dovranno neanche fare uso di trucco pesante, né tatuaggi o piercing visibili”. Nel 2017 avere un tatuaggio fu causa di una sanzione per un agente, perché si considerava che avesse commesso una lieve mancanza disciplinare. Il soggetto fece ricorso presso il Juzgado de lo Contencioso Administrativo n. 2 di Santa Cruz de Tenerife, che sentenziò a favore del soggetto, in quanto lo stesso copriva il tatuaggio con una stoffa che lo rendeva invisibile, e per questo la condotta del soggetto, non era sanzionabile”.

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