Fabrizio Sanviti giro dell’arcipelago canario in barca a vela in solitario

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Con poche righe proverò a raccontarvi di una impresa che, a detta degli esperti, ha qualche cosa di eccezionale, se non impossibile.

L’ultimo registro di una navigazione simile fu nientemeno realizzato dalle barche della VOLVO OCEAN RACE nel 2011, barche di 23 metri con equipaggio e preparate per affrontare tutti gli oceani. FabryAfrikanoTeam con una imbarcazione JEANNEAU SUN FAST 20 (6metri x 2,34), nome AFRIKANO, dall’8 al 17 aprile ha compiuto la circumnavigazione dell’Arcipelago Canario in solitario e con l’utilizzo della sole vele.

Già in precedenza, per due volte aveva tentato lo stesso giro, ma alla prima si erano presentati seri problemi tecnici, alla seconda problemi fisici avevano costretto l’interruzione dei tentativi. Questa volta la preparazione della barca e della strumentazione è stata attenta e rigorosa, senza trascurare il minimo dettaglio che avrebbe potuto compromettere l’impresa. La barca è stata dotata di apparecchiature AIS, GPS, VHF, più il programma di cartografia NAVIONCS. L’allestimento di tutto ciò è stato curato da ITALCAN MULTISERVICE Elettronica Nautica di Tenerife. L’installazione del Pilota Automatico ha permesso a Fabry (così chiamato dagli amici), in condizioni di calma, di poter riposare quando ne sentiva la necessità. La strumentazione, la copertura telefonica, la radio e il “affiancamento costante” della Salvamar ha permesso di seguire in ogni momento la navigazione di Afrikano.

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Scelte le rotte opportune Fabry ha deciso di partire sabato 8 aprile dal porto di Garrachico e compiere il percorso, come si può vedere dal “registro della mappa dell’ AIS”, verso Lanzarote, La Graciosa, scendere lungo Fuerteventura, accarezzare Gran Canaria, raggiungere Hierro e da Punta de Orchilla risalire a La Palma e doppiata Punta Gorda, raggiungere nuovamente il porto di Garrachico. Le tempistiche programmate non potevano che essere approssimative perché, come noto, le condizioni atmosferiche che insistono sulle Isole Canarie variano in continuazione e soprattutto sovente, non rispettano le previsioni. Le intenzioni erano comunque quelle di compiere l’intero tracciato nel minor tempo possibile.

Nella rotta nord del tracciato e nella rotta sud sino all’Isola di El Hierro non si sono incontrate particolari difficoltà. Da rilevare solo una notevole alternanza di zone con raffiche di vento piuttosto sensibile e zone di calma piatta. Queste ultime in particolare impedivano una navigazione regolare, la stessa veniva fortemente rallentata, occorreva molta pazienza, non c’erano soluzioni. Doppiato El Hierro, le previsioni di vento ed onde, precedentemente ricevute, che già dovevano risultare piuttosto complicate per una buona navigazione, non venivano confermate. La situazione si presentava decisamente difficile, vento a 30-35 nodi onde di 4 metri, mettevano a dura prova la navigazione di Afrikano.

Per più di 14 ore Fabry doveva far ricorso a tutta la sua più che ventennale esperienza per mantenerlo in assetto di navigazione, soprattutto non rischiare danni alla velatura e alla struttura del SUN FAST 20. Raggiungere il lato ovest de La Palma è stato tutt’altro che facile. In situazioni simili, dovendo governare in presenza di grosse difficoltà, diventa difficile riposare anche solo per qualche minuto e rifocillarsi. Sulla punta estrema di La Palma (Punta Gorda) la situazione atmosferica risultava essere migliorata, ma si era presentata una zona di calma piatta, assenza totale di vento e così ancora una volta si dovevano rallentare sensibilmente i tempi di navigazione.

Ripresa la rotta una violenta tempesta, dovuta all’accelerazione del vento proveniente da est, danneggiava una sartia che Fabry prontamente, con non poche difficoltà, riusciva a sistemare alla meno peggio. Afrikano era costretto a ritornare indietro in una zona di calma ad ovest di La Palma dove si sarebbe potuta completare la riparazione. Essere soli in una barca di 6 metri, dopo più di una settimana, comincia ad essere pesante. Nonostante tutto il 17 aprile, intorno alle ore 14, Fabry e l’Africano vedevano nuovamente lo scoglio di Garrachico. In 8 giorni, 20 ore e 3 minuti erano state percorse 736,7 miglia marine.

Credo sia opportuno complimentarci con Fabry, il navigatore solitario 

sanviti_GIRO_ARCIPELAGO.jpg     canarie-sanviti.jpg                    

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