Folklore: gli abiti di Tenerife – I Trajes Típicos e i Trajes Tradicionales

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trajes-tenerife-2Gli allegri colori degli abiti tradizionali che si indossano in occasione delle “Romerias” e delle feste popolari, attirano magicamente lo sguardo di visitatori e turisti. Esistono diverse varianti di questi abiti, per diverse ragioni. La storia di questi abiti ha un percorso poco omogeneo.

Ogni regione, ogni paesino, ma anche ogni epoca hanno contribuito alla creazione di questi abiti. Considerazioni di tipo pratico, estetico ed anche economico hanno influenzato i vari modelli.

Oggi si differenziano i “trajes típicos” dai “trajes tradicionales”. Per “trajes tradicionales” s’intendono quegli abiti il cui disegno si è sviluppato nel corso dei secoli, mentre i “trajes tipicos” altro non sono che modelli standard, che rappresentano capi saldi del costume della società.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}L’esempio più emblematico di un “traje tipico” è forse quello del “traje de la Orotava”, nato circa 60 anni fa. È una fusione di modelli passati, provenienti dai diversi paesini della regione di La Orotava e Los Realejos, con elementi che si sono aggiunti successivamente.

Questo modello viene utilizzano nelle rappresentazioni ufficiali dell’isola di Tenerife, come per esempio durante le fiere internazionali del Turismo, e anche se i visitatori dei vari stand non sanno che si tratta del vestito tipico de La Orotava, tendono a collegare l’immagine del vestito con tutte le Isole Canarie. Prendiamo per esempio il cappello nell’abito femminile: non solo è particolarmente piccolo, ma viene anche indossato in obliquo.

Non serve quindi per proteggersi dal sole, ma solo a scopo estetico. La mantellina verde è troppo esile per proteggersi dal freddo. Mentre quando fa caldo, dà spesso fastidio, motivo per cui viene arrotolata sui fianchi.

Il grembiule quasi non si vede, e quindi perde la sua funzione iniziale, quella di proteggere il vestito dalle macchie durante la preparazione di pietanze. In compenso, i colori sgargianti della gonna vengono evidenziati dallo sfondo bianco della sottogonna. Fantasiosi disegni caratterizzano anche i gilet dell’abito maschile, un capo fondamentale, abbinato alla fascia rossa avvolta intorno alla vita, la cosiddetta “faja”.

L’abito de La Orotava, non è l’unico “traje tipico” delle Canarie. Ogni isola ha la sua variante, ognuna delle quali si contraddistingue per la ricchezza dei colori.

Nel caso dei “trajes tradicionales” invece abbiamo a che fare con modelli più semplici e spartani, poveri in dettagli. Le gonne, in tinta unita o a strisce, venivano create, fino al XIX secolo, con materiali come lino o lana, lavorati a mano, utilizzando coloranti naturali come la cochinilla.

Esistevano tre tipi di abito: l’abito per tutti i giorni, quello per le feste e il vestito per le occasioni speciali. I Canari non possedevano molti vestiti, e quindi l’aspetto pratico era molto importante. Un vestito doveva essere resistente, spesso veniva lasciato addirittura in eredità alle generazioni successive. Tutti gli abiti sono composti da elementi stilistici derivanti da differenti epoche, e dalle regioni prevalentemente europee.

Il pantalone al ginocchio dell’abito maschile, decorato spesso con bottoni laterali, risale al XVIII secolo e somiglia molto alla variante bavarese in pelle. Prima che esistessero i cappelli, a Tenerife si indossavano copricapo simili al comune berretto, le cosiddette “montera”, che risalgono al medioevo (i toreros tuttora le indossano). A causa dell’isolamento geografico delle Canarie, i trend europei arrivavano con notevole ritardo nelle isole.

Se pensiamo per esempio ai “manguitos” degli abiti femminili, le maniche larghe indossate sopra il gomito, scopriamo che venivano indossati originariamente alla corte della regina Isabella, che regnava all’epoca di Cristoforo Colombo, mentre alle Canarie rimangono in uso fino alla fine del XIX secolo. Nello stesso periodo si diffonde la giacca maschile introdotta dalla moda inglese dell’epoca.

Altri elementi tipici negli abiti femminili erano le “tocas” e le “mantillas”, stoffe e veli provenienti dai paesi arabi, che avevano la loro origine nell’antichità, e che venivano usati per coprire capo e parte del collo. Quei capi che oggi vengono utilizzati in occasione di eventi religiosi.

Ma era la povertà secolare dei Canari, a costringerli ad indossare lo stesso vestito per anni interi.

I vestiti di tutte le isole si assomigliavano, differenziandosi solo in qualche dettaglio. Ma la prossima volta che assistiamo ad una Romeria, non pensiamo a questo, ma lasciamoci incantare dai vivaci colori di questi vestiti.

Dalla Redazione.

Foto Agrupación Folklórica Oroval

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