Gran canaria: Pedro Lasso Miranda: il re delle birre

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Il capitano dei “Diablillos Amarillos”, arrivato a El Pajar nel 1968, è conosciuto per la sua grande passione nel collezionare birre provenienti da tutto il mondo, oltre naturalmente al suo amore per il calcio. Pedro Lasso Miranda (El Risco de San Nicolás, 1944) fu capitano dei “Diablillos Amarillos” (i diavoletti gialli, così viene chiamata la squadra di calcio giovanile della UD La Palma, che nel 1962, capitanata da Lasso, vinse il campionato nazionale, ndt), e capo-produzione nella fabbrica Cementos Especiales per 35 anni. Sposato, con tre figli e tre nipoti.

 

Arrivò a El Pajar per la prima volta nel 1968 sulla vecchia strada sferrata, a bordo di una Volkswagen che guidava uno dei direttori della fabbrica.

Arrivò alla baia di Santa Águeda per lavorare come capo-lavoratorio nella fabbrica Cementos Especiales, grazie agli studi fatti in  ingegneria industriale. Un anno prima, a 23 anni, aveva preso la decisione irrevocabile di abbandonare il calcio, anche se prometteva bene come giocatore nella squadra Aficionados, affiliata alla  Unión Deportiva Las Palmas.

La sua grande passione

Dopo 5 anni passati lavorando come capo-laboratorio, Lasso diventò capo-produzione nella stessa fabbrica, fino a raggiungere la pensione, dieci anni or sono. Da allora si dedica quasi esclusivamente alla sua grande passione come collezionista del mondo della birra, un’avventura che ebbe inizio vent’anni fa.

Da quando cominciò con un boccale, Pedro Lasso è arrivato a collezionare 4.615 bottiglie originali, oltre 1.000 boccali e 52 rubinetti di birra arrivati al suo piccolo museo di 120 metri quadrati, da ogni angolo del pianeta. Nel suo spazio ce n’è per tutti i gusti: tesori, articoli e tutto ciò che ha a che fare con la birra: boccali, tappi, sottobicchieri, vassoi, bicchieri, quadri, portachiavi,  cappelli, apribottiglie, specchi, bandiere, libri…

 

Lui stesso ammette che questa collezione esiste e resiste solo perché la sua cara moglie di rado entra in questo spazio, dove sono raccolti 20 anni di vita dedicata ad una bibita tradizionale, piace quella tedesca, e con molta schiuma. Ha cominciato a conoscere e registrare le numerose marche di birra artigianale che stanno nascendo nelle Canarie.

 

A parte una piccola tachicardia, che deve controllare per via dell’età, le cose che maggiormente lo preoccupano sono il progetto di una possibile apertura di un museo e il futuro stesso della sua collezione, tra le più grandi in Europa, quando lui non sarà più in grado di occuparsene. Ognuno dei suoi oggetti è registrato, datato e conservato in vecchie cartelline. Si ostina a non voler informatizzare il suo paradiso di vetro e porcellana, ricco di tutti i colori e misure.

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