Continua il nostro viaggio virtuale nei “Guachinches”

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Continua il nostro viaggio virtuale nei “Guachinches” riservati a menti curiose.

Sono viandanti alla ricerca di giacimenti gastronomici, che si distinguono per saper coinvolgere i cinque sensi al cospetto di cibi da scoprire, una conformazionementale che induce al confronto con i grati sapori delle proprie radici e individuarne con piacere le somiglianze.

Dalla vigna e dai campi vicini i prodotti arrivano sulle tavole dei “Guachinches”, dove l’arredamento è essenziale, informazione inutile perché, all’entrare, subito l’olfatto è inevitabilmente attratto dagli odori consolatori provenienti dalla cucina.

Quello del “Puchero”, della “Ropa vieja” e del “Potaje de berros”, pietanze che rivelano un ghiotto senso di solidità. E’ una cucina semplice quella della tradizione canaria, e, non so se concorderete ma, a nostro avviso, il fumante “Puchero canario” rimanda alla celebre milanesissima “cassoeula” o all’oltrepadano “ragot”….

Paola Nicelli

© Riproduzione riservata

“Il “Puchero”, ricco di carni e verdure”, è di facile esecuzione.

Ingredienti:

  • carne di manzo 500 gr.
  • costine di maiale 300 gr.
  • 1 pezzo di salame tagliato a tocchetti e uno, abbastanza grande di lardo
  • 2 pannocchie di mais a pezzi
  • 2 tazze di ceci ammollati
  • fagiolini 100 gr.
  • 1 cavolo tagliato in 4
  • 1 carota affettata
  • zucca 200 gr.
  • 2 zucchine
  • 10 patate
  • aglio
  • zafferano
  • sale
  • cumino
  • olio.

Preparazione: mettere a bollire carne, salame e lardo in una pentola grande.

Dopo 10 minuti aggiungere ceci, mais e in seguito carote, cavolo, fagiolini.

Per ultimo zucchine, zucca, patate e zafferano aglio e cumino passati al mortaio, che daranno il tocco finale.

A cottura ultimata lasciar riposare per 15 minuti.

IL “Puchero” si presenta in piatti da portata separando le carni dalle verdure e dal brodo che si serve in tazza.

La “Ropa vieja” (letteralmente “vestito vecchio”) è une delle pietanze più amate dai canari.

E’ un piatto di forte sapore.

Occorrono:

  • ceci ammollati 1/2 Kg.
  • carne di manzo 1/2 Kg.
  • carne di pollo 1/2 Kg.
  • patate 1 Kg.
  • 1 pomodoro maturo
  • 3 spicchi d’aglio
  • fagiolini 100 gr.
  • carote 100 gr.
  • 1 cipolla
  • una tazzina di vino bianco
  • 1 tazza di brodo di carne
  • olio
  • pepe
  • timo
  • alloro
  • sale

Preparazione: lessare carni, ceci, fagiolini e carote.

Scolare e sminuzzare le carni, i fagiolini e affettare le carote. Soffriggere il tutto con olio e mettere da parte.

Soffriggere cipolla, pomodoro sbucciato, aglio tutto ben tritato, con timo, alloro, sfumare con vino, lasciar evaporare, e  brodo.

Aggiungere quindi le carni, i ceci, i fagiolini, le carote e lasciare alcuni minuti sul fuoco.

All’ultimo si sfriggono le patate a dadi e si uniscono al tutto.

La tradizione vuole che così si riciclassero i ceci e le carni già impiegati nella bollitura del “Puchero”.

Il “Potaje de berros” “minestra di crescione” è assai tipica, soprattutto nella “mediania” di Tenerife.

Ingredienti:

  • 1/2 Kg di crescione
  • 1/2 Kg di patate
  • 1/2 kg di costine di maiale
  • 1/4 di Kg. di fagioli bianchi ammollati
  • 2 pannocchie di mais
  • 1 pomodoro
  • 1 cipolla
  • 3 denti di aglio
  • 1 peperone verde
  • 1/2 tazzina di olio
  • zafferano, sale

Preparazione: si cuoce in 3 litri di acqua costine, fagioli, mais.

A metà cottura si aggiunge olio, patate, cipolla, pomodoro, peperone aglio, tutto ben tritato.

Si cuoce a fuoco lento per 1 ora.

Quasi a cottura ultimata si aggiungono solo le foglie del crescione.

Si suole accompagnare con formaggio tenero di capra e gofio.

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