Il faro futuristico di Punta de Hidalgo: un’icona di innovazione e bellezza sull’Isola di Tenerife. 

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Tra Punta de Hidalgo e Punta del Güigo, situate nel comune di San Cristóbal de La Laguna al nord di Tenerife, si trova uno tra i sette “guardiani dell’Atlantico” presenti sull’isola. Il faro della Punta de Hidalgo è stato progettato e costruito nel 1994 dall’architetto Ramiro Rodriguez-Borlado col design molto particolare ed innovativo.

Chiunque arrivi nel paese viene attirato subito da questa costruzione così strana e così suggestiva allo stesso tempo – una torre bianca alta 50 metri contornata da altre torri di altezza variabile che contrasta con le montagne vulcaniche nere sullo sfondo. L’intento artistico dell’architetto, pienamente riuscito, era di creare “una colata di cristallo che sorge dalla terra come un movimento tellurico che innalza, verso l’alto, canne d’organo basaltiche di gesso alabastrino”.

All’epoca vennero costruiti anche i fari di Buenavista e di Puerto de la Cruz, che integrarono quelli esistenti a Punta de Anaga, quella di Teno, La Rasca e Granadilla de Abona risalenti al secolo precedente. In questo modo Tenerife è diventata l’isola con il maggior numero di fari presenti nell’intero Arcipelago Canario.

L’edificazione così abbondante era necessaria per far illuminare in modo adeguato le zone più scure della costa, visto il passaggio sempre più frequente delle navi provenienti dall’altra sponda dell’Atlantico. La posizione geografica delle Canarie da sempre è stata al centro delle rotte marittime internazionali tra il vecchio continente e il nuovo mondo. Nei secoli precedenti i marinai avevano come riferimento l’imponenza del vulcano Teide. Anche l’ammiraglio Cristoforo Colombo ha menzionato una eruzione vulcanica sull”isola del diavolo”, la prima descritta nei cosiddetti tempi storici avvenuti dopo la conquista spagnola dell’arcipelago, per cui il Teide poteva essere visto da distanza notevole sembrando un enorme faro.

Il problema principale si presentava durante la notte, quando gli scogli sicuramente erano un pericolo da non sottovalutare per le navi in avvicinamento. Per questo motivo la gente ha cominciato ad accendere i fuochi sulle alture nei punti importanti situati più in alto possibile. Purtroppo la luce così prodotta non era sufficiente.

Nell’anno 1857 il Piano Generale di Illuminazione delle Isole Canarie ha ordinato la costruzione dei fari più moderni che utilizzavano l’olio come combustibile. Ma nel XX secolo sono stati costruiti fari ancora più evoluti. Oggi l’alimentazione è fornita dalla rete elettrica e i fari recenti dispongono di un gruppo di continuità per ovviare alla temporanea interruzione della fornitura. Le lampade abbastanza costose (circa 60 euro l’una) vengono accese e spente grazie a sensori di luce. Se il dispositivo non funziona, si attiva lo stato d’emergenza che agisce con un timer, simile ad una sveglia. Tutte le sue funzioni sono monitorate dai pannelli di controllo negli uffici centrali situati nella capitale dell’ isola a Santa Cruz de Tenerife. La luce bianca, che emette il faro della Punta de Hidalgo, lampeggia ogni 16 secondi ed è visibile da una distanza di 15 miglia nautiche (circa 28 chilometri).

L’edificio dispone anche di un sistema di telecomunicazione, denominato AIS (acronimo di sistema di identificazione automatica) che consente di identificare e tracciare le navi che solcano le acque sotto la costa. Solamente due tecnici sono responsabili della manutenzione dell’intero sistema e qualche volta al mese per farlo possono utilizzare l’ascensore per arrivare in cima oppure devono salire 246 scalini. Sicuramente la vista spettacolare che il faro di 50 metri offre sulla costa, da Los Roques di Anaga fino a Buenavista del Norte, merita questo sforzo!

Altresì la sua altezza non è casuale. Essendo costruito al livello del mare, necessitava avere almeno 50 metri affinché la curvatura della terra non impedisse alle sue luci di essere viste dai marinai a 15 miglia dalla costa.

Tutti i dettagli del progetto futuristico di Ramiro Rodriguez Borlado erano innovativi. L’architetto ha utilizzato un tipo di cemento, mai usato prima in questo tipo di costruzioni costiere, cioè una malta impermeabile ed a presa rapida. Inoltre lo ha miscelato con la ghiaia bianca di fiume per creare un colore simile all’alabastro. Questo sistema ha permesso lo scorrimento veloce del ponteggio e ha fatto crescere molto rapidamente la costruzione, terminata in soli due mesi.

Il faro può servire non solamente come un punto di riferimento alle navi oppure una fonte di luce durante la notte, ma anche per gli altri propositi. In effetti un team di meteorologi olandesi studiò per due anni il buco dell’ozono dal tetto.

Grazie al suo design unico, il faro della Punta de Hidalgo è diventato un’attrazione turistica ideale per gli appassionati dell’architettura monumentale moderna. Recentemente la sua fotografia, scattata da Ana Skobe, è stata scelta come vincitrice nella categoria “Architettura” dei Sony World Photography Awards 2024.

Lo stesso interesse suscita alle persone che cominciano da lì i loro numerosi percorsi di trekking verso le montagne di Anaga oppure fanno le semplice passeggiate lungo la costa. Dal paese Punta de Hidalgo parte la strada che giunge all’Eremita di San Juanito ricco nei cosiddetti charcos, cioè le piscine naturali dove vale la pena rinfrescarsi dopo la passeggiata. Lo scenario naturale in cui si trova questo faro è incomparabile. Le onde bianche si infrangono contro la roccia vulcanica color carbone. Il faro futuristico si staglia nettamente dallo sfondo azzuro del cielo e il blu del mare. Sembra un dipinto metafisico del pittore italiano Giorgio de Chirico portato qui direttamente sull’isola oppure la Torre d’Avorio del film fantasy “Storia infinita” di Michael Ende dove viveva la giovane l’imperatrice.

Il panorama e il mare della Punta de Hidalgo hanno un fascino speciale, che fa innamorare. Guardare qui il tramonto con lo sfondo del Teide è ogni giorno un’esperienza diversa ed indimenticabile. Un posto unico davvero.

Barbara Stolecka

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