Canarie e il turismo della salute: un antidoto contro la crisi del turismo, tra nuove sfide e vecchie certezze

0

Canarie e il turismo della salute: un antidoto contro la crisi del turismo, tra nuove sfide e vecchie certezze

Il settore turistico – nell’era Covid – è tra i pazienti più gravi in quell’ospedale che è diventata l’economia mondiale. Ma il turismo della salute e del benessere potrebbe essere dimesso ante tempo, perché si prevedono percentuali in crescita. I viaggi centrati sulla salute erano già in aumento prima del Coronavirus: nel 2017 si era registrato un aumento del 43%.

La Spagna è il quinto paese a livello mondiale nel turismo della salute e secondo in Europa, dopo la Germania (dati: Global Wellness Tourism Economy). Anche se India e Cina hanno fatto passi da gigante in questo segmento, Europa e Stati Uniti continuano a guidare la classifica delle prenotazioni turistiche per recuperare energia. Una necessità che è aumentata da quando siamo entrati “nell’era del COVID”.

Secondo uno studio di Cigna, “COVID-19 Global Impact”, il numero degli spagnoli che sente un basso livello di energia è aumentato del 9% tra aprile e giugno. Sembra che le classiche vacanze al mare non siano sufficienti per recuperare le forze, e paradossalmente aumentano le prenotazioni post-vacanze nelle oasi del benessere.

Ma turismo della salute non vuol dire solo rilassarsi in una spa. È parte di un concetto molto più ampio, che prevede programmi basati sull’esercizio fisico, su trattamenti terapeutici, sull’alimentazione e recentemente anche sulla disconnessione dagli apparecchi mobili. Il turismo della salute sta diventando un ramo ben definito del settore generico del turismo. Ogni volta più destinazioni vengono scelte in base a criteri di accessibilità ai sistemi sanitari o alle offerte di benessere disponibili.

Il Ministero del Turismo spagnolo, nello studio “Turismo de Salud en España”, analizza il ruolo del paese nel mercato globale e identifica principali pregi e difetti, per cercare di capire fino in fondo il potenziale di questo settore, comunque strategico per il territorio. Qui vengono contraddistinte due sottocategorie: il turismo wellness e il turismo medico, prendendo sotto la lente di ingrandimento tutti gli attori principali del mercato, i requisiti per accedere al paese, le politiche di frontiera, etc. Una delle conclusioni più rilevanti dell’analisi conferma che questo tipo di turismo può diventare un settore chiave per attrarre più visitatori.

Ci si aspetta che un maggior livello di stress si traduca in un aumento dei turisti che pianificano i propri viaggi pensando esclusivamente a realizzare attività di benessere come frequentare spa, bagni termali, fonti di acqua dolce, piuttosto che praticare trekking, meditazione o sottoporsi a trattamenti terapeutici e nutrizionali. Tutte attività che non escludono il turismo tradizionale e che, in mani esperte, lungimiranti e capaci di reinventare soluzioni, potrebbero proporre nuove strade per affrontare la crisi del turismo nelle Canarie.

Se è vero che sarà impossibile trovare una destinazione turistica a rischio zero, perché nella vita non esiste la sicurezza al 100%, è altrettanto vero che sarà possibile minimizzare la possibilità di contagio, mediante una combinazione di misure effettive, stabilite dalle autorità e adottate dalle imprese, e con la responsabilità da parte di cittadini e turisti. Associazioni turistiche e grandi tour-operator richiedono a gran voce l’attuazione di misure di prevenzione, attraverso l’identificazione di turisti portatori del Coronavirus, prima che questi arrivino a destinazione. Qui le questioni da definire sono molteplici e richiedono a forza la collaborazione delle istituzioni a livello europeo, in modo da applicare ovunque gli stessi parametri di controllo e rilevazione del Coronavirus.

In attesa di nuove vincolanti disposizioni, è facile dedurre che le Canarie, dopo 8 mesi dalla prima diagnosi di COVID-19 in Spagna – avvenuta proprio nelle isole – , diventino la prima destinazione turistica spagnola ad esigere test diagnostici sia nel paese di origine, prima di viaggiare, che anche dopo le ferie, prima di prendere il volo di ritorno.

Bisogna fare propria la consapevolezza che non esistono zone Covid-Free e che bisogna imparare a convivere con il virus, perché rimanere chiusi in casa a oltranza non è la soluzione a nulla, sarebbe anzi l’inizio della fine. Sembra quindi definirsi come priorità una rinnovata collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, proprio quando le soluzioni turistiche “fai-da-te” minacciavano negli ultimi anni l’esistenza di realtà imprenditoriali consolidate.

I tour-operator e le agenzie di viaggi, grazie al contatto con i clienti, diventeranno gli alleati dei paesi di destinazione. Il loro contatto diretto con i clienti prima, durante e dopo le vacanze, costituirà un canale di comunicazione privilegiato, da utilizzare per istruire i clienti sulle misure da rispettare e sulle precauzioni da prendere per non contagiarsi.

Nel caso in cui però i turisti facciano scalo in altri aeroporti, bisognerà implementare nuove misure, da considerare in tutti quei casi che non rientrino nella categoria di “corridoio sicuro”.

Quello che è certo, è che non esisterà una sicurezza totale rispetto agli sviluppi del COVID19, ma è altrettanto certo che il turismo, crollato al suolo ed ansimante, non muore, ma si evolve. I turisti cercheranno destinazioni che garantiscano un “certo grado di sicurezza”. Come si farà a misurare la sicurezza di fronte al rischio COVID-19? A partire da adesso, una destinazione turistica sicura sarà quella con pochi casi attivi e pochi decessi. Non basteranno i controlli negli aeroporti, ma bisognerà lavorare ad un sistema di monitoraggio costante che faccia sentire il turista sicuro e protetto durante tutto il soggiorno. “Un luogo sicuro da COVID sarà un luogo in grado di rilevare, identificare e isolare rapidamente il virus” (fonte: José Maria Mato – expresidente Consejo Superior de Investigaciones Científicas -CSIC- durante un’ intervista rilasciata al portale tourinews.es).

Francesca Passini

Sitografia: expansion.com; tourinews.es

© Riproduzione riservata

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

79 − = 77