L’aspetto esteriore

0

Passano gli anni e cambiano gli stili di vita, crescono nuove generazioni di poeti, scrittori e navigatori, ma un piccolo problema rimane costante nel genere umano fin dai tempi antichi: l’aspetto esteriore!

Guardando la storia, un vero cavaliere era considerato tale a maggior ragione quando era alto e di bell’aspetto, cavalcava uno splendido destriero, aveva un’armatura scintillante, muscoli d’acciaio e lunghi capelli d’oro.
Tutti i più grandi personaggi della storia fino ai giorni nostri, sono raffigurati in condizioni impeccabili con abiti splendidi, uniformi sgargianti e acconciature da fare invidia a Moira Orfei. Mai una carie intacca i loro sorrisi, mai un brufolo compare sui loro volti, mai un neo fuori posto, la parola d’ordine è perfezione! Ormai questa “perfezione ad ogni costo” è entrata a far parte del nostro DNA ed è per questo che siamo condizionati dal nostro aspetto, presi d’assalto anche da un bombardamento televisivo che ci impone tutti i giorni uomini e donne che non fanno parte del nostro vivere comune. Sarebbe curioso vedere una velina quando si alza dal letto la mattina, con i capelli arruffati, il pigiama con gli orsacchiotti, senza trucco e ai piedi le pantofole con i Puffi, sicuramente non farebbe quel bell’effetto che fa nel piccolo schermo ogni sera. Da ogni parte vediamo perfezione estetica che stentiamo poi a trovare nella nostra vita quotidiana, e tutti finiscono col convincersi che le rughe siano l’equivalente della peste.

{loadposition adsense_articoli}
Se poi si parla di età, allora sprofondiamo in un avvilimento senza ritorno: uomini e donne affrontano il problema con una corsa affannosa al ringiovanimento, spendendo delle cifre in cosmesi e chirurgia estetica che potrebbero risolvere in un sol colpo la fame nel mondo! Le pubblicità di prodotti cosmetici fanno vedere donne di vent’anni che affermano di averne cinquanta; creme miracolose che con due applicazioni fanno sparire venti chili di grasso in eccesso; bagnoschiuma antietà, pillole contro i radicali liberi, tinte contro i capelli bianchi di Moira Orfei e pozioni magiche del Mago Do Nascimiento; tutto creato in nome e per conto di quell’incidente anagrafico che è l’età.

Tutti quindi siamo molto attenti al nostro aspetto e a nascondere i segni del tempo, ma c’è un segnale inequivocabile che dimostra il nostro avanzare degli anni, e nessuno ci pensa fino a che non si pone il problema: l’occhiale da vicino!

Questo strumento di tortura inflitta a chi ha superato i quarant’anni è il simbolo della vecchiaia per eccellenza, e in questo caso i due sessi si comportano in maniera differente… salvo casi sporadici che scivolano nel grottesco! L’uomo vede l’occhiale da lettura come un oggetto che deve servire allo scopo, preoccupandosi poco del design e dei materiali, concentra la sua attenzione sulla qualità e sul risultato finale, cioè come vedrà con gli occhiali e se la montatura potrà durare nel tempo. Diciamo pure che tranne rari casi di vanità maschile, che diventa facilmente più insopportabile di quella femminile, l’uomo affronta l’avvento della presbiopia con più serenità, o forse è solo più rassegnato. La donna vede l’occhiale da lettura come il vero segno distintivo della sua età, e dopo che ha speso “un occhio” in creme e lifting per apparire più giovane della figlia, rimane totalmente sconcertata quando l’oculista gli prescrive l’occhiale da presbite. La prima reazione sarebbe quella di piangere, ma poi ci pensa e preferisce non farlo per evitare le borse sotto gli occhi. La seconda è ben più grave: si reca dall’ottico e senza mostrare la ricetta, dice di aver bisogno di un occhiale da vicino… ma forse è meglio ricontrollare la vista perché ha perso la ricetta! L’ottico fa il suo mestiere e la sentenza è sempre la stessa: presbiopia! A questo punto si scatena il panico: iniziano le trattative sul grado effettivo da dover utilizzare, cercando di spuntare un grado più basso di quello reale; la scelta della montatura diventa più problematica dell’acquisto di una casa, in quanto c’è proprio il rifiuto totale di qualsiasi cosa si appoggi sul naso!
Dopo ore di trattative si arriva spesso alla conclusione che per la scelta serve il marito, la figlia, la mamma, la suocera che non hanno mai sopportato, il cane e tutto il nucleo familiare al solo scopo di dare coraggio alla malcapitata in un momento così delicato della loro vita (alle volte indicono anche una riunione di condominio sull’argomento!). Dopo due mesi di scelte e trattative estenuanti, arriva il momento del ritiro e la frase di rito è: ormai li ho fatti, ma ancora non mi servono più di tanto!
P.S. – L’universo femminile è molto complesso… ma quando sono gli uomini a fare i difficili, allora è meglio abdicare!! 

Claudio Cecconi – Ottico – Contattologo  Specialista in contattologia per patologie oculari

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

− 2 = 8