L’internazionalizzazione delle imprese alle Canarie e la direttiva “Madre / Figlia”.

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Le Isole Canarie, sono storicamente le protagoniste del commercio Internazionale tri continentale tra l’Europa, l’Africa e l’America.

Dai tempi di Colombo, ed ai giorni nostri tramite i porti di Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife, è di fatto una base logistica a bassa imposizione fiscale grazie al particolare Regime Economico e Fiscale (REF) ed alla presenza di Zone Franche ubicate appunto nei porti prima citati ed in quelli secondari di Arinaga (Sud di Gran Canaria) e Granailla de Abona (Tenerife Sud).

Queste particolari caratteristiche sono certamente valide ed adeguate per il “lancio” di mission commerciali e di business verso i mercati emergenti rappresentati dall’Africa (anche per ragioni di vicinanza geografica) ed altri paesi come il Brasile, l’Argentina ed il Sud America in generale.

Quanto sopra trova una risposta non solo dal punto di vista pratico e logistico ma anche grazie alla piattaforma telematica che le Isole Canarie si sono da tempo dotate e quindi in funzione delle nuove tecnologie, strategie e dinamiche della “New Economy”.

Risulta evidente il ruolo che le Isole Canarie hanno nella veste odierna di “Hub Europeo per il Commercio Globale”; questo sia grazie ai collegamenti marittimi frequenti soprattutto verso l’Africa Occidentale che il Sud America (anche tramite voli cargo e trasporto passeggeri verso le medesime destinazioni).

A completare il quadro di idoneità come ubicazione ideale per l’Internazionalizzazione delle Imprese Europee (quindi chiaramente anche per quelle Italiane) la Direttiva emanata dall’EU denominata “Madre Figlia”.

DIRETTIVA “MADRE FIGLIA”

La Direttiva Europea “Madre – Figlia” regolamenta le dinamiche del sistema impositivo nei casi in cui una Entità (Società madre) con stabile organizzazione in una Nazione aderente alla Co munita Europea EU (Italia ad es.) abbia in totale controllo o delle partecipazioni in altra Società con stabile organizzazione nella EU (Canarie) in modo di evitare vi sia una doppia tassazione sugli utili in forma di dividendi distribuiti dalla società figlia alla “Casa Madre”.

Quanto sopra con l’evidente scopo di evitare il simultaneo intervento dell’ordinamento tributario dei due differenti Stati.
Lo scenario descritto risponde appieno al principio fondante dell’Unione Europea in merito alla libera circolazione dei capitali all’interno del Mercato Comune stesso e quindi per agevolare la formazione di gruppi societari transfrontalieri.

Tassazione: La Direttiva contempla l’applicazione del criterio della non imponibilità nella misura del 95% limitatamente alla parte di reddito indeducibile nella quantificazione del guadagno imponibile del soggetto erogante.
Chiaramente come tutte le direttive, normative e disposizioni di Legge prevede che sia la Società Madre che la Società figlia rispondano a determinati requisiti (molto semplici e ben disciplinati) in modo che lo Stato della società madre (Italia nel nostro caso) si astenga sottoporre ad imposizione gli utili distribuiti dalla società figlia, oppure, sottopone ad imposizione gli utili, autorizzando però la società madre a dedurre dalla sua imposta la frazione dell’imposta subita dalla società figlia nel proprio Stato di insediamento; questo nei limiti dell’imposta nazionale corrispondente.

InfoCanarie, in collaborazione con i propri i Partners (singoli Professionisti o Studi) è strutturata ed organizzata per dare orientamento, consulenza ed assistenza in merito.

Fabio Chinellato

Admin Unico de InfoCanarie Promotion and Consulting

www.infocanarie.com

 

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