La Palma. Catturato un “fulmine vulcanico”

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La Palma. Catturato un “fulmine vulcanico” Scienziati dell’Istituto di Vulcanologia delle Isole Canarie (Involcan) hanno catturato questo lunedì pomeriggio la comparsa di un “fulmine vulcanico” nella zona di eruzione di Cumbre Vieja, a La Palma.

Come si può vedere dall’immagine, questo lampo si verifica vicino al cratere del vulcano La Palma e il motivo della sua generazione è stato spiegato dagli esperti. “La cenere e i piroclastici emessi dal vulcano sono inizialmente neutri (senza carica elettrica), ma l’attrito tra di loro e un ambiente sfavorevole provoca il rilascio di ioni nel pennacchio vulcanico”, hanno spiegato i ricercatori. INVOLCAN

da National Geographic – La scienza dietro un lampo Che siano innescati da un acquazzone primaverile o da un’eruzione di furia vulcanica, tutti i fulmini per verificarsi hanno bisogno della cosiddetta separazione di carica, che si sviluppa con l’ammassarsi di particelle caricate positivamente e negativamente in diverse parti di una nuvola. Accumulandosi, le cariche opposte generano uno squilibrio che la natura risolve rilasciando una scarica di elettricità: un fulmine. In una tempesta atmosferica, le cariche formano un vortice caotico di ghiaccio, fango e acqua. Le collisioni tra questi diversi stati dell’acqua possono dividere gli elettroni dalle particelle, rilasciandone alcuni caricati positivamente e altri caricati negativamente.

Nelle eruzioni vulcaniche, invece, le particelle di cenere giocano un ruolo fondamentale. Questi piccoli frammenti si formano quando la rapida espansione dei gas nel magma frantuma la roccia fusa in schegge vetrose che si caricano durante il processo. Più cenere è presente nel pennacchio vulcanico, maggiore è la probabilità che queste particelle si scontrino e si rompano all’interno delle nubi che continuano a gonfiarsi, producendo una carica ancora maggiore che potrebbe innescare un fulmine.

I ricercatori hanno sospettato a lungo che anche il ghiaccio giocasse un ruolo importante nel generare gli “spettacoli luminosi” di origine vulcanica. Le colonne di fumo generate dalle eruzioni, anche quelle di vulcani non circondati dall’oceano, sono cariche di acqua che era precedentemente intrappolata nel magma. Quando queste colonne si innalzano nell’atmosfera arrivando dove l’acqua diventa ghiaccio, spesso la frequenza e l’intensità dei fulmini aumentano esponenzialmente, spiega Stephen McNutt, esperto in fulmini vulcanici dell’Università della Florida del sud che non ha partecipato a questo nuovo studio.

Tratto da nationalgeographic.it

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