La Pelada: come raggiungere la pace tra gli scogli

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la-pelada-tmbAvendo scelto come nostra base sull’isola di Tenerife la costa sud-ovest, l’altra porzione di litorale, quello ad est, è stato per me e la mia ragazza sempre ricco di fascino, di mistero: l’abbiamo scoperto piano piano, a piccoli morsi e gustandocelo.

 

La sua natura così brulla cozzava contro la “accoglienza” della zona più a misura di turista dove risiediamo ed anche per questo la cerchiamo costantemente per evadere un po’ dalla routine creatasi. Avevamo già avuto modo di apprezzare le meraviglie di questo versante, dalla Montaña Amarilla, passando per la Montaña Roja e El Medano, eravamo incuriositi però dalla terza altura che si scorge in direzione nord.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Non avendo mai sentito parlare del luogo, come antichi viandanti teniamo a vista d’occhio la nostra meta, non perdendola mai di vista.

Oltrepassato un tratto di costa spoglio subito dopo El Medano e il complesso residenziale di Arenas del Mar, arriviamo a destinazione.

Un comodo parcheggio ci accoglie e possiamo finalmente vedere da vicino questo luogo a noi sconosciuto: La Pelada, questo è il nome del grande ammasso roccioso giusto di fronte a noi. Rappresenta il terzo degli elementi naturali originatisi da un processo fraetomagmatico, ovvero scatenatosi quando la lava incandescente si scontrò con le fredde acque oceaniche.

Il risultato ottenuto è un qualcosa di spettacolare: una roccia di colore chiaro che si estende maestosa sino a tuffarsi nell’oceano.

Scendendo lungo il sentiero ben indicato da due file parallele di sassi di pietra lavica, colpiscono a primo impatto i diversi colori delle scogliere che ornano La Pelada: l’interazione tra i vari elementi paesaggistici crea una piccola baia, protetta e intima, che si comincia ad intravedere.

Proseguendo lungo il breve percorso, ci si immerge in un contesto caratterizzato dal colore scuro della finissima sabbia adagiata sulle rocce, intervallata solo da spogli arbusti e cespugli con il vento che la sfiora dolcemente.

La camminata è un susseguirsi di continue scoperte: le pietre laviche fanno sempre più spazio a un finissimo manto sabbioso che ricopre il terreno e crea dei giochi di luce davvero affascinanti.

Avvicinandosi al bagnasciuga si apre il mare di fronte a noi: incantevole è il panorama che offre l’imponente roccia che dà all’oceano un appoggio dove infrangersi, in un ambiente incontaminato, in cui rimbomba il rilassante ma continuo fruscio delle onde e del vento.

La cosa che più ci ha colpito era la totale libertà: nonostante fosse un sabato soleggiato a godere del panorama erano pochissime persone. E’ comunque possibile trovare degli spazi dove godersi lo scorcio ancor più in intimità: rasenti agli alti scogli, è possibile addentrarsi in direzione nord.

Facendo sempre attenzione alle onde e calpestando le rocce con cautela, abbiamo raggiunto degli spazi che ci hanno donato un senso di totale pace e di benessere ineguagliabile.

Il contatto tra uomo e le diverse componenti naturali può essere gustato appieno, un ritorno al passato che ci catapulta ad un tempo lontano, dove questa terra era un paradiso terrestre: sembra che la roccia si sia adagiata per accogliere il riposo, facendoci sentire parte della natura, immersi in questa dimensione essenziale.

Ti lasci totalmente trasportare dall’ambiente, dal rumore del mare e vivi un’esperienza di pace, di libertà, fatta anche nello spogliarsi dall’eccesso che ci accompagna nella vita di tutti i giorni.

Molti luoghi, le sensazioni provate nel visitarli e la loro accoglienza, ci meravigliano ogni volta e non ci stancano mai.

Affascinante poi come spesso li si scopra non seguendo rotte ma lasciandosi guidare dall’istinto: perdersi, meravigliarsi e condividere, sono queste le piccole grandi cose che fanno della nostra esperienza a Tenerife una sorpresa che non si esaurisce mai.

Alessandro Ugolini

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