L’acqua non è solo Acqua. Il dilemma della plastica per noi e l’ambiente

0

L’acqua non è solo Acqua. Nei precedenti editoriali ci siamo occupati delle caratteristiche dell’acqua ponendo attenzione ai parametri che costituiscono un’acqua che ci idrata veramente, “ACQUA VIVA”, da quella che si limita a dissetarci ma non ad idratarci “ACQUA MORTA”.

L’argomento che andiamo a trattare in questo editoriale è veramente ampio e pertanto lo andremo a suddividere in più parti e ci prenderà qualche mese.

IL DILEMMA DELLA PLASTICA
Se c’è un argomento di cui si è parlato, si parla e si parlerà, dicendo di tutto e di più, uno di questi è certamente l’argomento plastica. Per questo motivo diventa fondamentale fare almeno una suddivisione generica tra
A) impatto della plastica negli esseri umani
B) impatto della plastica nell’ambiente.
Al di là della suddivisione, i due punti non possono essere separati in quanto l’uno influenza l’altro in modo tassativo e determinate come un ciclo vizioso, un mulinello che diventa sempre più grande, una vera ricorsione sotto tutti i punti di vista.

  • La storia della plastica comincia nell’XIX° secolo,
    1861 e il 1862 l’Inglese Alexander Parkes. Nitrato di cellulosa, Parkestine, una celluloide usato per manici e scatole.

  • Nel 1870 i fratelli americani Hyatt brevettano la formula della celluloide, poco adatta ad essere stampata perché infiammabile (nitrato di cellulosa).

  • Con il nuovo secolo, 1900 si scoprì l’acetato di cellulosa, detta celluloide molto più ignifuga usata anche per rafforzare e impermeabilizzare le ali dei primi aerei e la produzione di pellicole cinematografiche.

  • Nel 1907 il chimico belga Leo Baekeland ottiene per condensazione tra fenolo e formaldeide la prima resina termoindurente di origine sintetica.

  • Nel 1912 un chimico tedesco, Fritz Klatte, scopre il processo per la produzione del polivinilcloruro (PVC), che avrà grandissimi sviluppi industriali solo molti anni dopo.  

  • Nel 1913, primo materiale flessibile, trasparente; Jacques Edwin Brandenberger inventa il Cellophane, un materiale a base cellulosica prodotto in fogli sottilissimi e flessibili.

  • Nel 1920 iniziano gli studi sui polimeri

  • Negli anni 30 il petrolio diventa la materia prima e segna il passaggio della plastica “all’età adulta”

  • Il 1941 segna la data che più di ogni altra invenzione nel campo della plastica, segna poi il destino della nostra società della plastica che riguarda l’acqua in bottiglia, Rex Whinfield James Tennant Dickson nel 1941 brevettano il Poli-Etilene Tereftalato (PET). Anche se fu poi la Du Pont, Nathaniel Wyeth  nel 1973 a brevettare il PET come contenitore per bevande gassate.

L’evoluzione delle materie plastiche ha continuato in modo incessante e continua a ritmo sferrato.
Ci si riferisce a 600.000 anni perché la plastica si possa biodegradare. 600.000 anni, se considerati pochi in relazione all’universo, sono infiniti se rapportati a noi. Nella realtà però la plastica diventa sempre più piccola, e non sparisce mai.
diventa solo più piccola e più piccola è, più è pericolosa.
Che futuro ci aspetta?
Nella continuazione del prossimo editoriale inizieremo a parlare degli effetti tossici dei componenti rilasciati dalla plastica, come e perché ed in particolare inizieremo a parlarne degli effetti su chi rappresenterà il nostro futuro;
I BAMBINI !!

Dr. Ivan Dus, MD, PhD, DDS

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui