Las Palmas de Gran Canaria e i misteriosi cani di Plaza Santa Ana

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I dati che circolano sugli otto cani, quattro seduti e quattro stesi, che si trovano nella Plaza Santa Ana della capitale, non sono di origine certa, perché non esistono referenze documentate. Per molti anni, cittadini e turisti di Las Palmas de Gran Canaria hanno creduto che questo complesso scultorio di 8 cani realizzato in ferro colato, fosse stato intenzionalmente concepito per la capitale, e specificatamente per la Plaza Santa Ana, per ricordare la probabile origine etimologica delle Canarie: la terra dei cani.

 

La prima notizia che abbiamo dell’esistenza di cani alle Canarie viene fornita da Plinio il Vecchio, nella sua Historia Natural, e risale al re di Mauritania Giuba II, che, tra il 30 e il 25 a.C., autorizzò una spedizione marittima che si fermò poi nelle isole. Sembra che le isole abbiano ricevuto il nome di Canarie per via dei suoi cani, così scriveva Plinio il vecchio, che affermava di trovarsi nel versante occidentale dell’Atlante. Altri, come Thomas Nichols, dicono che il nome deriverebbe da un tipo di canna endemica. Lo storico Juan Jiménez, del Museo de la Naturaleza y el Hombre di Tenerife, sostiene che il nome si deve al cannis marinus, una specie di foca monaca di grosse dimensioni, che popolò le coste dell’arcipelago fino al secolo XV.

 

Qualunque sia l’origine del nome, ciò che è certo è che “los perros de Santa Ana” vennero installati verso il 1895, sotto il mandato dell’alcalde Felipe Massieu Matos, e che queste opere di arte urbana, installati proprio davanti alla patrona della città, suscitarono ampie critiche da parte dei cittadini, che ne chiesero la rimozione per diverso tempo. Ma da dove vengono? Come sono arrivati fino a lì? Si sa che vennero fusi nel famoso laboratorio Barbezat et Cie, della località parigina di Val D’Osne, stando alle iscrizioni che figurano su quattro dei piedistalli. In relazione alla provenienza, esistono due teorie. Storicamente il “Puerto de la Luz” era la zona franca marittima più importante dell’Atlantico orientale, e fungeva da scalo e collegamento tra la Spagna ed i suoi possedimenti coloniali in Africa, nelle Antille e nel Golfo della Guinea. Si dice che una nave francese diretta verso il sud dell’Africa, sostò per lungo tempo nell’isola. E, in segno di ringraziamento per il trattamento ricevuto dagli isolani, vennero regalati gli otto cani che trasportavano nell’imbarcazione.

 

Secondo l’altra versione, i cani vennero donati alla città da James Miller, uno dei tre figli del commerciante britannico residente a Las Palmas fin dal 1824, e sembra che questi cani fossero in realtà un capriccio della ricca famiglia. I Miller avevano partecipato alla prima esposizione universale a Londra nel 1851, e restarono meravigliati davanti ai cani che decoravano il Cristal Palace. Ann Miller, nipote di James Miller, ricorda che in famiglia si usava dire che i cani fossero stati regalati dallo zio, e che per molto tempo decorarono il giardino della casa di famiglia a Tafira. Ma, alla fine, chi era A.J.? Il fatto che la firma che figura alla base dei cani sia A.J. ha causato per diverso tempo confusione. A lungo si è creduto che i cani fossero opera dell’inglese Adrian Jones, fino a quando esperti d’arte arrivarono alla conclusione che sono opera di Alfred Jacquemar (Parigi, 1824-1896), uno scultore francese che firmava le sue opere con le proprie iniziali.

 

Ana Sharife Liberamente tradotto dalla redazione – fonte e foto canariasenhora.com

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