Spagna. Le imprese funebri non potranno aumentare i prezzi durante la pandemia

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Spagna. Le imprese funebri non potranno aumentare i prezzi durante la pandemia di coronavirus

Il Governo spagnolo proibisce “la speculazione selvaggia” che alcune imprese hanno applicato, con una misura che avrà carattere retroattivo dal 14 marzo. In qualsiasi situazione, per quanto drammatica, c’è sempre qualcuno che cerca di trarne beneficio. Queste le parole del Ministro ai Consumi, Alberto Garzón, mentre annunciava che il Governo ha deciso di proibire alle agenzie funebri di aumentare il prezzo dei propri servizi, approfittando di questo momento in cui muoiono più persone del normale a causa della pandemia del coronavirus in Spagna.

La norma esige a queste imprese di mantenere i prezzi che erano vigenti il 14 marzo, quando venne decretato lo Stato di emergenza, per “evitare fenomeni di speculazione selvaggia in un momento così delicato”, spiega Garzón. Secondo l’associazione spagnola delle imprese funebri, il prezzo medio di un servizio di questo tipo si aggira intorno ai 3.500 Euro. Un costo che è aumentato di oltre 2.000 Euro in questi giorni in alcune imprese, a causa del coronavirus.

La misura avrà carattere retroattivo al 14 di marzo, per cui quelle famiglie che hanno pagato un importo superiore in questi giorni avranno diritto alla devoluzione del sovrapprezzo, secondo il Ministero. Gli utenti avranno 6 mesi di tempo per reclamare il rimborso. Inoltre, la misura stabilisce che le agenzie funebri dovranno presentare alle famiglie un preventivo dettagliato e comprensivo di ogni singolo servizio e con i prezzi vigenti prima del 14 marzo, “anche se si dovranno applicare interventi specifici in conseguenza dei decessi causati da Covid-19”, come conferma il Ministero.

Garzón ha anche segnalato che dal Ministero stanno monitorando se in altri ambiti si stiano verificando aumenti dei prezzi approfittando della situazione. Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi di gel e mascherine, il ministro ha spiegato che stanno “monitorando assieme alle Comunità autonome” e analizzando i dati per vedere se sono aumenti leciti.

“L’aumento dei prezzi di questi prodotti non è giustificato, a meno che una azienda non abbia apportato modifiche e innovazioni tecnologiche”.

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