Le zone franche delle isole Canarie chiedono terreni propri da concedere alle imprese locali.

0

Il delegato dello Stato presso il Consorzio della Zona Franca di Gran Canaria, Gabriel Corujo, ha proposto che queste aree esenti da dazi, tariffe e imposte indirette delle Canarie, dispongano di terreni propri da mettere a disposizione delle imprese locali secondo il principio del “pagamento per l’uso”. Gabriel Corujo ha spiegato in una commissione parlamentare che uno dei problemi delle zone franche è che la proprietà dei terreni che occupano, appartiene interamente alle autorità portuali.

Ha ricordato inoltre, che la legge sui porti e sulla marina mercantile consente alle zone franche di concedere terreni e metterli a disposizione del mercato. La strategia proposta è dunque quella di poter sfruttare questa possibilità. Gabriel Corujo ha anche accennato che la Zona Franca di Gran Canaria sta lavorando da molto tempo per espandersi verso Fuerteventura e Lanzarote, nonostante al momento mantenga un carattere puramente provinciale. Finora ha suscitato molto interesse, motivo per cui sarebbe opportuno capire quale sia l’effettiva disponibilità dei terreni coinvolti. La strategia attuata della Zona Franca è duplice, ha spiegato Corujo: una di promozione esterna, già consolidata, poiché “chi sa, già ci conosce”; e un’altra di promozione esclusiva e diretta agli imprenditori delle isole Canarie. Nonostante le isole Canarie ospitino tre delle zone economiche speciali presenti sul territorio spagnolo, altre, una in particolare quella di Vigo, sono state citate come esempio da seguire.

Corujo ha invitato i membri della Commissione per l’Economia, l’Industria e il Commercio a visitare le strutture della Zona Franca di Vigo per vedere personalmente “il potenziale” di queste aree, il beneficio che possono apportare e l’impatto più che positivo che possono avere sull’economia di una regione. Per quanto riguarda le zone speciali delle Canarie, è evidente come il “ponte tricontinentale” che l’arcipelago rappresenta, possa essere il vero punto di forza ed avere un’enorme potenzialità. Ha citato come uno dei maggiori casi di successo delle zone franche delle Canarie l’investimento di 65 milioni nel porto della Luz e di Las Palmas, che ha contribuito a posizionarlo permanentemente tra i primi due del paese per quanto riguarda il carico di carburante, ed ha accennato alla possibilità che a breve possa presentarsi “un esempio equivalente” con l’industria dell’eolica marina, per attrarre aziende di componenti e ricambi e come magazzino di merci. Corujo ha sottolineato che i posti di lavoro creati dalle imprese insediate nelle zone franche hanno salari e condizioni migliori.

Ha precisato che lo spazio occupato nelle installazioni della Zona Franca di Gran Canaria del Porto della Luz e di Las Palmas è del 95%, e presso Arinaga ci sono varie parcelle occupate e il 70% dello spazio è già stato concesso. Interrogato dal deputato del PP Juan Manuel García Casañas su cosa possano fare le amministrazioni per potenziare ulteriormente le zone franche, ha dichiarato in maniera convinta: “investire di più rispetto ai 100.000 euro previsti nel bilancio della Comunità Autonoma per il 2024 e equiparare tra loro il contributo ricevuto dalla Zona Economica Speciale Canaria (ZEC)” oltre a favorire un aumento del peso dell’industria nel PIL regionale fino al 14% “per avere le uova -dell’economia- in un paio di cesti”. I deputati di ASG Melodie Mendoza e di AHI Raúl Acosta hanno chiesto l’estensione della Zona Franca di Tenerife nelle isole verdi.

Nicasio Galván, di Vox, ha esortato a sfruttare il carattere tricontinentale delle Canarie per “tirare la carretta” e diventare “la locomotiva di questo treno che è la Spagna”. Luis Campos, di Nueva Canarias, ha sottolineato che oltre ai vantaggi fiscali, le zone franche permettono alle aziende una capacità di stoccaggio illimitata nel tempo, durante il quale i prodotti possono essere trasformati, contribuendo così a diversificare l’economia. José Manuel Bermúdez, del Gruppo Nazionalista, ha suggerito che oltre all’eolica marina, le zone franche delle Canarie potrebbero attrarre aziende del settore digitale, riconoscendo che questa è stata anche la proposta avanzata per l’applicazione di intelligenza artificiale. Anche Elena Máñez, del PSOE, ha chiesto di sfruttare le tecnologie disruptive, come appunto l’intelligenza artificiale e ha chiesto di rafforzare l’impegno per la cosiddetta economia blu e per attrarre e mantenere le aziende, perché queste “non vengono solo per gli incentivi, ma hanno bisogno di un ecosistema, che è ciò che aiuta a sostenere gli investimenti”.

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui