Le zone franche dell’UE si riuniscono in Associazione

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 Con questa iniziativa s’intende riunire “La Gran Europa” per aumentare la competitività grazie all’innovazione. Delegati di 10 paesi che rappresentano circa un centinaio di zone franche hanno firmato lo scorso mese, in occasione del Congresso Mondiale delle Zone Franche a Dubai, un protocollo d’intesa per costituire l’Associazione delle Zone Franche d’Europa, su richiesta delle zone franche spagnole, tra cui quella di Gran Canaria, con il sostegno della Rete Mondiale dei Parchi Scientifici e Tecnologici (IASP).

Il protocollo pone le basi per costituire un ente di spessore internazionale, in grado di rappresentarle, che faccia dell’innovazione l’elemento determinante, che dia seguito alla volontà da parte delle zone franche e dei parchi scientifici di lavorare insieme, fare rete e aumentare il valore aggiunto, in vista dei cambiamenti in corso nel mondo produttivo e nel commercio internazionale per l’economia 4.0. Un contesto che prevede un cambiamento accelerato in cambio di paradigmi fondati sulla digitalizzazione, sull’Internet delle cose IoT, sulla stampa 3D, sulla robotizzazione, etc.

Una decina di rappresentanti di zone franche provenienti da Serbia, Polonia, Irlanda, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Moldavia, Lussemburgo, Macedonia e Spagna (con i delegati di Gran Canaria, Tenerife, Santander e Vigo), coinvolti in questo processo associativo appena iniziato e che approverà i propri statuti ufficiali a Barcellona, in occasione del Salón Internacional de la Logística y Manutención (SIL).

Gran Canaria si unisce a questa associazione che genera un grande valore aggiunto, per unire vantaggi fiscali in ambito europeo, per migliorare lo sviluppo dell’industria 4.0 e generare sinergie imprenditoriali tra le diverse zone.

Secondo le previsioni, nel terzo trimestre di quest’anno avrà luogo un’assemblea che vedrà la presenza di oltre 22 zone franche e che sancirà la fondazione dell’associazione, con membri extracomunitari, ma allo stesso tempo con l’incorporazione di paesi come Germania, Olanda, Italia, Francia, Svezia e Belgio. Nel memorandum firmato si è posta enfasi sulla necessità di implementare l’innovazione, lo sviluppo sostenibile, la prevenzione di rischi e la sicurezza del commercio nella catena dei rifornimenti globali.

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