Nasce a Tenerife l’associazione “Legalidad Democrática Sin Fronteras”

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Nasce a Tenerife l’associazione “Legalidad Democrática Sin Fronteras” 

Professor Nicola Cataldo, per il terzo anno consecutivo celebriamo a Tenerife la giornata della memoria per le vittime innocenti delle mafie. Lei era già presente il primo anno, può dirci delle sue emozioni di allora e di oggi?

Sì, effettivamente, per il terzo anno consecutivo abbiamo organizzato un evento per ricordare le Vittime delle Mafie. Quest’anno si svolgerà il 21 marzo a partire dalle 18:30 presso la Real Sociedad Económica de Amigos del País de Tenerife (RSEAPT) in calle San Agustín numero 23 nel cento storico de La Laguna e credo che saremo almeno in cinquanta. Il che può considerarsi un grande successo, tenendo presente che il 21 marzo del 2017 presso il Consolato Italiano eravamo al massimo venti persone. Quel giorno ho scoperto il valore di una celebrazione come questa e della sua utilità non solo per ricordare le Vittime delle Mafie e le loro famiglie, ma anche per continuare nella nostra lotta per cambiare il mondo in meglio e per evitare che questi tragici fatti si ripetano. Allo stesso modo le mie emozioni correvano su due binari paralleli, ma in un certo senso molto vicini: da una parte il dolore che ti provoca la consapevolezza che dietro ad ogni nome della lista possiamo scorgere una famiglia e la storia di una persona e dall’altra un sentimento di orgoglio e di determinazione che ti unisce ai presenti nella lotta alla mafia. Per quanto riguarda le emozioni di oggi, mi limito a dire che in me matura sempre più forte la convinzione che la lotta alla mafia da sviluppare sia a livello legislativo che culturale è quanto di meglio possa esportare il nostro paese nel mondo intero iniziando da una piccola ma meravigliosa isola in mezzo all’Oceano Atlantico.

Come si sono sviluppati nel tempo i rapporti con Libera e con Libera international in particolare.

Tutto nasce da Libera e da Libera International in particolare e, nel nostro caso, dall’idea e dall’impegno di un pensionato tenace e amico instancabile. Poco pìù di due anni fa Ernesto Morici, ex magistrato e padre di uno dei miei amici di vecchia data qui sull’isola, mi ha parlato per la prima volta di Libera, di antimafia e del 21 marzo e da lì ad oggi siamo riusciti a riunire una cerchia di persone che collaborano attivamente sia con Libera International che con l’associazione che abbiamo appena fondato della quale lo stesso Ernesto è presidente.

L’anno scorso è stata con noi Giulia Baruzzo, responsabile di Libera International. Ci saranno forme di collaborazione futura?

Il contatto via mail e telefonico con Giulia è costante e le informazioni e il suo aiuto sono preziosi per noi. Inoltre, grazie a Giulia abbiamo conosciuto Jesús Palomo, Professore Titolare del Dipartamento di Economía dell’Impresa presso la Facoltà di Scienze Giuridiche e Sociali dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid. L’idea è che il nostro progetto, precursore in Spagna, possa essere copiato in territorio continentale e che si possa fomentare uno spirito europeo ed internazionale proprio di un ente come Libera. Per fare un esempio: lo stesso Jesús che è uno dei soci fondatori della nostra associazione “Legalidad Democrática Sin Fronteras” è stato a Bruxelles a metà febbraio in uno degli incontri di Libera International e ci porterà tutte le novità dal cuore dell’Europa visto che sarà con noi qui a Tenerife il 21 marzo.

Veniamo in particolare all’associazione della quale lei è vicepresidente. Possiamo dire che nasce dalla volontà degli amici di Libera di costituire qualcosa dì articolato. In che misura sarà o non sarà del tutto italiana?

Lo statuto di Legalidad Democrática Sin Fronteras (LDSF per gli amici;) è stato firmato da undici persone di cui dieci italiani più Jesús Palomo, il nostro contatto madrileno. Però si tratta di italiani canari d’adozione che risiedono qui a Tenerife da vari anni. Undici nel mio caso e più di venti nel caso del nostro segretario, Gianni Mainella, solo per fare due esempi e per far capire che l’idea di quest’iniziativa senza fini di lucro è stabilirsi sul territorio e coinvolgere il maggior numero di persone indipendentemente dalla loro nazionalità. Il nostro statuto è stato redatto a fine 2018 e durante il mese di marzo terremo la nostra prima assemblea nella quale avremo la possibilità di accettare nuovi soci ordinari e simpatizzanti. Già vari amici e conoscenti spagnoli hanno dimostrato interesse ed entreranno nell’associazione ad abbassare un po’ la percentuale di italianità della stessa. A mio parere, è importante che il problema venga concepito come internazionale e che i più giovani si facciano coinvolgere. Basti pensare che in Italia le basi di Libera sono formate soprattutto da studenti universitari e che alle manifestazioni ogni 21 marzo ci sono moltissimi bambini e ragazzi. Non dimentichiamoci che la parola chiave di progetti di questo tipo è FUTURO. A questo proposito le quote associative annuali, già in generale molto economiche, arrivano ad essere puramente simboliche nel caso degli under 30. Stiamo parlando di due euro all’anno per partecipare in qualcosa di bello ed importante.

Nell’organizzazione di questo 21 marzo LDSF ha collaborato con la Cátedra Tomás y Valiente dell’Universidad de La Laguna e con la RSEAPT. Pensa che questa collaborazione continuerà e in quali forme?

Effettivamente quest’anno abbiamo potuto godere della preziosissima collaborazione di queste due prestigiosissime istituzioni locali. In questo senso un doveroso ringraziamento va a Luis Capote, amico personale e professore di Diritto Civile presso la ULL, che è stato ponte fondamentale per l’organizzazione dell’evento tra le tre parti. Credo che tali collaborazioni continueranno così come continuano quelle con il Consolato Italiano e con il Museo Militare di Santa Cruz de Tenerife dove si è svolto il 21 marzo dell’anno passato.

Al sud dell’isola c’è una forte presenza italiana ed anche diverse comunità straniere. Pensate di operare anche al sud o a contatti con i comuni o con le scuole?

Ci rendiamo perfettamente conto della forte presenza italiana al sud e in questo senso abbiamo previsto una messa italiana ad Adeje in data 20 marzo per ricordare le Vittime delle mafie. Inoltre, all’evento del 21 marzo saranno presenti delegazioni del Casino de Arafo e di vari comuni di tutta l’isola e di varie rappresentazioni consolari.

La mia esperienza come docente universitario mi mette in contatto soprattutto con gli studenti de La Laguna e del nord dell’isola in particolare, ma tra i soci fondatori abbiamo anche persone che ormai da anni vivono nel sud dell’isola e pertanto siamo aperti ad iniziative che possano coinvolgere tutti i comuni di Tenerife e, perché no, altre isole dell’arcipelago. La multiculturalità e la possibilità di educare i più giovani nella legalità rappresentano il FUTURO per il quale ci stiamo impegnando.

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