Over 65: LA RISCOSSA!

0

Over 65: LA RISCOSSA!

Piano con gli allarmismi: di convid19 muoiono solo anziani!”

Se questa frase è stata ripetuta all’infinito e da qualcuno considerata “consolatoria”(…) quando quattro miliardi di persone nel mondo a poco a poco si asserragliavano in casa per evitare il dilagare del covid19, non è risultata affatto consolatoria per i “solo anziani, e nemmeno per coloro che vengono ormai definiti “gli over65”.

Ammetto che il termine mi fa pensare a un torneo di burraco tra nonnetti a un passo dalla rottamazione, quando in realtà gli over65 rappresentano un mondo estremamente variegato di persone che conducono, perlopiù, una vita piena, attiva, del tutto autonoma, soddisfacente e senza particolari disturbi. E se i disturbi invece ci sono, se si può si curano. Accade anche agli “under65”, se vogliamo continuare col torneo di burraco…

Ma cosa è successo agli over65, grazie al covid19? Sono diventati tutti improvvisamente anziani? Anzi: solo anziani, se si considera la frase di partenza, riferita alla mortalità del virus?

Abbiamo ascoltato alcuni Capi di Stato prodursi in affermazioni che privilegiavano l’Economia alla vita dei cittadini, salvo poi ravvedersi in drastiche retromarce e nelle stesse chiusure totali per le quali avevano messo inizialmente l’Italia alla berlina. E allora parliamo pure di Economia, senza problemi, visto che gli over65 posseggono e muovono capitali enormi.

Questi signori e queste signore, come potrete leggere nello specchietto in coda al presente articolo – e tratto testualmente dal sito italiano di Confindustria – rappresentano dati economici piuttosto impressionanti.

A vostro avviso, è vero o non è vero che gli over65 molto spesso ancora lavorano e producono reddito? Quanti tra loro aiutano i figli nelle loro attività? Quanti imprenditori o lavoratori autonomi si ritirano veramente a 65 anni? E quanti sono i lavoratori che devono integrare una pensione insufficiente perché aiutano economicamente figli che, da soli, non ce la farebbero? Quanti si prendono cura dei nipoti, quando non dei pronipoti? Quanti curano presso le loro abitazioni genitori tanto più anziani di loro? Se questo all’Economia non sembra un lavoro, ma solo un atto d’amore, è perché contando su quell’amore fingono di non sapere quando oneroso e faticoso sia il servizio che lo Stato non fornisce ai cittadini. O lo fornisce a cifre insostenibili: come quelle delle rette degli asili nido o, molto peggio, quella per garantire a un anziano disabile buona assistenza in una casa di riposo! Quante nonne lavano e stirano per i figli? Quanti nonni prelevano i ragazzini a scuola e badano loro sino a che i genitori non passano a riprenderli per portarli a casa? E chi sono coloro che fanno visita agli anziani nelle RSA? I giovani hanno poco tempo, e così poca voglia di deprimersi…

Ma se questo per lo Stato non fosse economicamente rilevante, allora parliamo in soldoni: quanti nonni contribuiscono, mettendosi le mani in tasca, alle lauree dei nipoti? Quante automobili o vacanze o vestiti o telefonini o libretti bancari sono un regalo dei nonni? Quante case dei nonni evitano un affitto o un mutuo?
Ma tu guarda, questi over65, invece di godersi solo la pensione…

E noi che viviamo a Tenerife sappiamo bene che, se fosse per il solo turismo giovane, l’isola non sopravviverebbe. L’economia turistica tinerfeña ha investito sugli anziani, ha abbattuto gran parte delle barriere architettoniche per loro, per i disabili, per le famiglie con bambini. Sono gli over65 che svernano all’isola ed è grazie a loro che il turismo isolano non chiude i battenti per 365 giorni l’anno: mica come Ibiza, e mica come Rimini!

E se vogliamo chiamare anziani coloro che anziani lo sono davvero, allora ecco per le strade di Tenerife gli ottantenni e oltre, magari con il marito o la moglie in carrozzina perché sanno che, a Tenerife, potranno gestire la loro disabilità. E viaggiano perché ne hanno il tempo e ne hanno ancora la voglia, la vitalità e la disponibilità economica.
Se veramente ci interessa che “tutto torni come prima”, dopo questo covid19, riflettiamo sul fatto che come prima non tornerebbe nulla, senza di loro. Se avranno paura di muoversi, di non venire tutelati, di essere
solo gli anziani nulla tornerà come prima.

Esiste nel mondo civilizzato un’imponente economia che si occupa di anziani dando occupazione a giovani e adulti. È composta da un numero di lavoratori impressionante e non si tratta certamente solo di Infermieri, Medici e Oss nelle strutture sanitarie o residenziali, ma di badanti e di addetti alle pulizie, di aziende che producono per la terza età qualsiasi cosa: dai viaggi ai sussidi ortopedici, dagli occhiali alle scarpe comode, dall’animazione di pomeriggi e serate alle poltrone che aiutano chi non ha più le gambe “buone”, ad alzarsi. E poi le librerie sono frequentate dagli over65. E i teatri. E ci vanno in taxi, per non dover parcheggiare…

Tutto questo si chiama voglia di vivere, credo. È gente che ha visto tempi duri, e il covid19 non gliela leverà.

La redazione

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

− 3 = 3