Scopriamo Santa Cruz – sesta parte

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L’ambiente capitolino, deciso a porre rimedio a questo caos e anarchia, comprò negli anni ’60 vasti terreni agricoli che si posizionavano nella zona meridionale della città, di proprietà del vicino comune de Él Rosario. Si andò così formando il quarto distretto cittadino, tutt’oggi in via di espansione.

 

Inoltre si emendò che all’intero dei rioni, le costruzioni non dovessero essere più limitate in altezza, favorendo l’edificazione di interi quartieri in blocchi di più palazzine. Basta percorrere la città a mezzogiorno per vedere come un intero distretto di soli 8 km quadrati ospitante 50.000 persone sia stato edificato solo in altezza (dai due estremi geografici de Las Moraditas a Ballester-Vuelta de Los Pajaros).

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}La città a questo punto assume l’attuale conformazione a puzzle, con una disparità architettonica unica nel suo caso: ampli quartieri benestanti immersi nel verde delle città-giardino (Las Mimosas, Villa Benitez, Los Hoteles-Pino de Oro i nuclei primordiali; la cerchia di terreni di recente edificazione quali Ifara, Residencial Anaga, Las Acacias, Villa Ascension, Chapatal e Los Gladiolos, venuti a costituirsi nella fascia di mezzo tra le entità marginali in piena espansione ed il centro in piena rivoluzione per la costituzione della City.

Vennero “lasciati riposare” dai proprietari terrieri per molto tempo, aspettando che la loro posizione di confine creasse una rendita di plusvalore, destinati quindi ad essere i moderni nuclei abitativi della la classe emergente della zona City) complessi residenziali sviluppati in altezza e appiccicati per stipare una popolazione operaia (come Cruz del Señor, ed in generale tutto il restante mezzogiorno della città), file di case di autocostruzione sulle ripide pendici laviche della zona sovrastante la città e a ridosso della catena montuosa a settentrione (i primitivi nuclei di Barrio Nuevo, La Salud, Cuesta Piedra, Él Perù, la zona a settentrione della città composta dai nuclei del distretto de Anaga e i confinanti quartieri al di là dei limiti municipali di La Cuesta, San Matias, Él Cardonal, Taco..) fino ad arrivare alla marginalità più estrema delle baraccopoli sulle scarpate dei barrancos urbani e la vita ad uno stato cavernicolo, all’interno delle grotte (maggiormente occupati i settori ad ovest e a nord dei Barrancos de Los Santos e del Hierro).

Quest’impronta edilizia rimarrà tale, – benché con risanamento e il rilancio di molte zone cittadine… zone che andremo a conoscere nel prossimo capitolo.

Alessandro Giacomi (foto tipiche case di autocostruzione, quartiere Barrio Nuevo by panoramio)

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