Sfratto per morosità: alle Canarie 630 casi registrati fino a marzo

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Sfratto per morosità: alle Canarie 630 casi registrati fino a marzo. La Adicae chiede urgentemente la modifica della legge sugli affitti “Ley de Arrendamientos Urbanos”, ritenuta responsabile di questi sfratti. L’Asociación de Consumidores y Usuarios de Bancos, Cajas y Seguros de España en Canarias (Adicae) ha chiesto lo scorso lunedì la modifica urgente alla Ley de Arrendamientos Urbanos, ritenuta responsabile di aver prodotto oltre 630 sfratti per morosità alle Canarie nel primo trimestre dell’anno.

In un comunicato Adicae afferma che sul totale degli sfratti, oltre 380 sono stati condotti nella provincia di Las Palmas, e quasi 250 in quella di Santa Cruz de Tenerife. Secondo i dati pubblicati dal Consejo General del Poder Judicial, gli sfratti eseguiti per morosità nel primo trimestre del 2019 sono aumentati del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ciò significa che sette sfratti su 10 sono stati eseguiti in conseguenza della Ley de Arrendamientos Urbanos, e con tendenza in aumento, come confermato dal CGPJ. È per questo che la Adicae ritiene necessario porre parametri di prezzo massino per zona, in relazione diretta con il Salario Minimo Interprofesional, con il livello di entrate per abitante e per tipologia di abitazione. Sembra essere contro ogni logica che il prezzo di affitto dell’abitazione non venga modulato e che i consumatori che vogliano accedere ad un’abitazione si ritrovino nelle stesse difficoltà, se non peggio, che durante i tempi del boom immobiliare.

Per questo si richiede la disponibilità di maggior sostegno per gli affitti, specialmente per i consumatori più deboli. Per poter frenare la bolla degli affitti, Adicae propone maggiori fondi per aumentare gli affitti sociali e la revisione periodica del relativo uso e condizioni. Considera contemporaneamente indispensabile la creazione di una borsa con abitazioni disabitate per inserirle nel mercato come abitazioni sociali in affitto.

Nel caso delle esecuzioni ipotecarie, che rappresentano il 25%, le amministrazioni devono promuovere e consolidare le misure per accedere a meccanismi come la ristrutturazione del debito, possibili riduzioni e dazioni in pagamento che tengano maggiormente conto dei diritti dei consumatori.

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