Sushi troppo economico? Attenti alla sindrome sgombroide

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La diffusione di sushi bar, che offrono condizioni economiche particolarmente appetibili, ha portato con sè anche un picco della sindrome sgombroide.

Si tratta di una reazione allergica che può provocare orticaria, diarrea, nausea o mal di testa, fino a svenimenti

Il sushi sta probabilmente divenendo il cibo etnico preferito dagli italiani, grazie alla diffusione di sushi bar che offrono pesce crudo, preparato secondo lo stile giapponese, a prezzi anche molto economici. Non è raro imbattersi in sushi bar che offrono soluzioni “all you can eat” (ndr tutto quello che puoi mangiare) a meno di 20 euro.

In questi casi vi è anche la possibilità che le condizioni sanitarie di conservazione e trattamento termico del pesce non siano state integralmente rispettate. Pesci come lo sgombro o il tonno, e in generale il pesce azzurro, contengono istidina. Se a causa della cattiva conservazione si creano dei batteri, questi metabolizzano l’istidina in istamina, una sostanza rilasciata appunto nelle crisi allergiche.

Queste crisi allergiche, meglio conosciute come sindrome sgombroide o “mal di sushi”, possono causare orticaria, nausea, diarrea e vomito, fino a disturbi di tipo neurologico come mal di testa e formicolii e, in casi più estremi, anche a crisi molto gravi con pressione bassa e svenimento.

Di solito il decorso della patologia è breve: si manifesta già a 20-30 minuti dall’ingestione, e si esaurisce nel giro di 24 ore.

Il problema per il consumatore è che il pesce troppo ricco di istamina non si riconosce ad occhio nudo. di C. S. TN

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