Tenerife. Dispositivi fotovoltaici: nuovo metodo di incapsulamento che consente di migliorare stabilità e costi

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Tenerife. Dispositivi fotovoltaici: nuovo metodo di incapsulamento che consente di migliorare stabilità e costi

L’ITER studia come migliorare la stabilità dei moduli fotovoltaici con un materiale più efficiente e meno costoso. Il gruppo di ricerca del Laboratorio di Cellule Fotovoltaiche dell’ITER, Instituto Tecnológico y de Energías Renovables, istituzione che dipende dal Cabildo de Tenerife, ha sviluppato un nuovo metodo di incapsulamento a bassa temperatura che consente di migliorare la stabilità dei dispositivi fotovoltaici basati sulla struttura di perovskite. I risultati di questa ricerca, sviluppata assieme all’ITER e ai Dipartimenti di Ingegneria Industriale e di Didattiche Specifiche dell’Universidad de La Laguna (ULL), sono stati pubblicati recentemente dalla prestigiosa rivista scientifica Applied Sciences.

Fino ad ora, il mercato fotovoltaico era stato dominato dal silicio, il composto su cui si basano la maggior parte dei pannelli solari oggi, ma negli ultimi anni si sono effettuate assidue ricerche sulle possibilità che offre la perovskite, un materiale più efficiente, accessibile e meno costoso. Il Consejero insular de Innovación (Assessore all’Innovazione), Enrique Arriaga, ha spiegato che “i ricercatori hanno migliorato l’efficienza e la stabilità della perovskite, qualità chiave per assicurare la vita utile e la durabilità di questo tipo di tecnologie e per sostituire il silicio nelle placche solari”. Arriaga ha spiegato che adesso “le ricerche si concentrano sui meccanismi di degradazione delle cellule di perovskite, principalmente l’esposizione all’umidità, l’ossigeno, il calore, la luce ultravioletta e la polarizzazione inversa, come anche sulla possibilità di rendere meno vulnerabili questo materiale, per far sì che le sue proprietà risultino più stabili e siano più efficienti”. Aggiunge inoltre che “ottenere dispositivi stabili rappresenta un passaggio chiave per assicurare vita utile e durabilità a questo tipo di tecnologie”.

In questo lavoro è stato analizzato il rendimento di un nuovo metodo di incapsulamento a bassa temperatura basato sull’etilene vinil acetato (EVA), concepito per proteggere questi dispositivi fotovoltaici dalle radiazioni ultraviolette in condizioni ambientali. Ottenendo lamine di perovskite stabile, dopo l’esposizione alla radiazione durante 350 ore, grazie alla protezione contro la radiazione UV causata dall’incapsulato.

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