Tenerife. Fantasmi in cemento: edifici mai terminati, nati negli anni 70 e 80

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Tenerife. Fantasmi in cemento: edifici mai terminati

Numerose le costruzioni mai terminate nel sud dell’isola: cause giudiziarie, il fallimento degli investitori, e la rinuncia degli eredi sono tra le cause principali di questo degrado architettonico.

Sono rimaste a metà nella tappa del boom edilizio e del turismo e oggi sono vere e proprie cicatrici in cemento che deturpano il paesaggio del sud di Tenerife.

Intorno agli edifici, non vi è traccia di operai né gru da diversi anni, e in alcuni casi addirittura da decenni. Solo silenzio e desolazione. Sono edifici fantasma, divorati dalle recessioni economiche (alcuni di loro rimasti paralizzati dalla crisi petrolifera del 1973), o danneggiati dal fallimento dei loro costruttori, bloccati da cause giudiziarie dopo denunce o per la rinuncia degli eredi a continuare i lavori in corso.

Zone come Costa del Silencio, la prima urbanizzazione del sud che aprì le porte al turismo di fine anni ‘60, o El Fraile, ad Arona, oltre a San Isidro, a Granadilla de Abona, conservano gran parte degli scheletri in cemento che sbucano nel paesaggio urbano del sud.

“Architetture frustrate” che rappresentano imprese fallimentari, ma che testimoniano anche un’incuria generale nel rimuoverle dal paesaggio.

In molti casi, queste strutture a nudo servono come rifugio per persone prive di risorse economiche che vivono in indigenza tra rifiuti e macerie.

Riprendere il cantiere di un edificio non terminato non è solitamente l’opzione più facile, perché il grado di usura e deterioramento causato dal tempo obbligherebbe ad un investimento extra, cominciando da una minuziosa perizia per verificare lo stato reale dei materiali. Alcuni studi dicono che terminare uno di questi scheletri in cemento potrebbe risultare più caro del 20% rispetto alla costruzione di un nuovo edificio.

L’alto numero degli edifici fantasma nel sud dell’isola è direttamente collegato all’epoca d’oro del turismo, quando vennero create “enormi aspettative” negli anni ‘70 e ‘80. Per costruire bisognava urbanizzare e molti investitori, non essendo professionisti del settore, e si persero per strada. 

Tradotto dalla redazione

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