TENERIFE. Ha realizzato il 7.777° intervento chirurgico a cuore aperto presso l’Hospital Universitario de Canarias (HUC)

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TENERIFE. Ha realizzato il 7.777° intervento chirurgico a cuore aperto presso l’Hospital Universitario de Canarias (HUC)

Il Servizio di Chirurgia Cardiovascolare del Complejo Hospitalario Universitario de Canarias (HUC), ascritto alla Consejería de Sanidad del Gobierno de Canarias, ha realizzato recentemente l’intervento chirurgico a cuore aperto numero 7.777. Il primo intervento in assoluto era stato realizzato nel 1984.

La chirurgia con circolazione extracorporea stabilisce un collegamento tra le arterie e le vene principali del paziente tramite una macchina che consente al chirurgo di fermare il cuore senza interrompere la circolazione sanguigna. In questo modo l’ossigenazione del sangue non avviene nei polmoni ma nell’ossigenatore della macchina.

L’HUC realizza ogni anno oltre 360 interventi di chirurgia cardiovascolare, di cui circa 320 in regime di chirurgia extracorporea. Questo tipo di chirurgia è indicato nei pazienti con malattie valvolari o coronariche in cui si interviene chirurgicamente, una volta valutato l’intervento come la migliore soluzione, e secondo le raccomandazioni e la consulenza del Servizio di Cardiologia in sessione medico-chirurgica.

Anche gli aneurismi aortici, alcune cardiopatie congenite, i tumori cardiaci e le infezioni cardiache possono beneficiare di queste tecniche.

Questo staff, formato da sei chirurghi cardiologi, tre perfusionisti, cinque anestesisti specializzati e personale infermieristico altamente qualificato, è diventato riferimento in tutta la provincia di Tenerife, ed ha incorporato via via nuove tecniche all’interno dello spettro di interventi, e secondo il progresso della scienza medica e dell’ingegneria. Alcuni mesi fa, in collaborazione con il Servizio di Cardiologia e altri servizi cardiochirurgici, è stato realizzato un intervento pioniere per le Canarie, per riparare l’insufficienza della mitrale che consentiva di restaurare una chiusura adeguata della valvola mitralica senza necessità di fermare e aprire il cuore, né di collegarlo alla macchina per la circolazione extracorporea, minimizzando in questo modo i rischi, i tempi chirurgici e la convalescenza ospedaliera.

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