Tenerife. …la passione per la materia nelle opere di Silvana Losi.

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Tinerfeña di adozione – risiede nell’isola da una ventina d’anni, con l’eccezione di una parentesi catalana di cinque -, Silvana Losi è un’artista veramente interessante; difficile e limitante parlare di lei come “pittrice”, dal momento che il suo percorso artistico è sempre stato improntato alla manipolazione della materia e alla “creazione”, più che alla pittura in senso stretto.

Si avvicina alla pratica artistica quando già è sposata e vive in provincia di Bergamo: frequenta i corsi di disegno, scultura, ceramica e pittura alla scuola d’arte di Villa di Serio, perfezionando in seguito le tecniche di ceramica, vetrofusione e Tiffany ad Urbino.

Tutte queste abilità tecniche entrano a far parte dell’espressività di Silvana, che difficilmente si limita ad esprimersi con dipinti ad olio o disegni, ma predilige collages e tecniche miste in cui la pittura è il complemento e il collante cromaticamente significativo dei materiali più disparati: dai tessuti alla limatura di ferro, dalla carta al legno agli ingranaggi di bicicletta. Non semplici déjà-vu da tempo passati di moda ispirati a tecniche ormai sfruttate di artisti famosi, ma intense rappresentazioni di un’interiorità ricca e polimorfa, che difficilmente potrebbe esprimersi mediante un unico linguaggio. I “materici” di Silvana Losi colpiscono per un’originalità che trascende la tecnica in sé: pezzi di un’anima poliedrica che si materializzano e parlano dell’artista assai meglio di quanto non riesca a fare lei stessa, emozioni che prendono forma, riflessi di stati d’animo ed esperienze vissute che tessono arazzi di vita, dai colori ora vivi e gioiosi, ora giocati su contrasti netti di bianco/nero, rosso/giallo, beige/nero.

Il trasferimento a Tenerife nel 1999, prima nel Sud e ora a Santa Cruz de Tenerife, spinge Silvana ad intraprendere con entusiasmo nuovi progetti artistici e a confrontarsi con tecniche inedite. Sperimenta l’affresco e si cimenta con la figurazione ispirandosi ora alla pittura Pompeiana, ora alla grande stagione del Primo Rinascimento italiano; dipinge nature morte di frutta su fondi neutri che richiamano l’antico o singole figure e composizioni dal sapore Preraffaellita, tecnicamente ardite ma di intensa purezza formale.

Il successo di questa nuova modalità pittorica non tarda ad arrivare insieme ad apprezzamenti e a riconoscimenti importanti: una sua Madonna con Bambino si trova nella parrocchiale di San Miguel de Abona.

Laura Carlino, EvocArte Art Gallery http://evocarte.eu/

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