Tenerife. Le macchine avanzano 3, 4 metri al giorno per costruire il tunnel più grande delle Isole Canarie

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Tenerife. Le macchine avanzano 3, 4 metri al giorno per costruire il tunnel più grande delle Isole Canarie

Le macchine avanzano in media tra i 3 e i 4 metri al giorno per costruire il tunnel più grande delle Isole Canarie, lungo 5,1 chilometri, che collegherà il nord e il sud di Tenerife attraverso l’Anello Insulare.

I lavori con il maggior budget attualmente in corso in Spagna è la costruzione del doppio tunnel dell’Erjos, che attraverserà il massiccio del Teno e collegherà il nord con il sud di Tenerife, procede a ritmi “ragionevoli”, come confermato a Diario de Avisos il Ministero dei Lavori Pubblici del Governo delle Isole Canarie. I lavori, che si stanno eseguendo sono una vera sfida per l’ingegneria moderna, vengono eseguiti contemporaneamente a Santiago del Teide e El Tanque, dove si stanno perforando due bocche parallele in ogni comune e che si incontreranno all’interno della montagna.

L’ostacolo principale dell’Anello Insulare sono proprio i 5,1 chilometri che saranno scavati in ciascuna galleria, le macchine hanno già perforato più di 1.100 metri nel tratto sud, il più avanzato. Si tratta di lavori eseguiti da speciali perforatrici robotizzate che utilizzano acqua e percussioni per combattere la durezza del basalto. La procedura è molto complessa: una volta aperta la cavità di circa tre metri, vengono posizionati gli esplosivi, collegati ad alcuni computer, che hanno il compito di attivare le detonazioni controllate. Successivamente, il materiale demolito viene rimosso, caricato su camion e portato all’esterno. Da lì il ciclo riparte.

Il Direttore Generale delle Infrastrutture Stradali del Governo delle Isole Canarie, José Luis Delgado, ha ricordato che per porre fine alle code chilometriche dovute al traffico nell’autopista del nord, è necessario, oltre al tunnel di Erjos, intraprendere la sezione tra San Juan de la Rambla e Icod de los Vinos, un’opera che ha descritto come “cruciale” per la mobilità dell’isola. 

foto ED

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