Tenerife tra oceano e monti: le piscine naturali di Bajamar

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bajamar-1E’ un caldo pomeriggio d’agosto. Una moglie sta fotografando il suo compagno mentre si appresta a compiere un tuffo acrobatico. Sorride mentre si fa puntare contro l’obiettivo della macchina da lei sapientemente impugnata.

 

Anche i figli della coppia sono ottimi soggetti da immortalare: due splendidi bimbi sulla decina d’anni che si sfidano a colpi di racchettoni tra le due vasche di dimensioni più grandi, dove l’acqua timidamente affluita dal mare crea un riflesso affascinante delle nuvole. Queste foto saranno per loro un ricordo felice, di una giornata trascorsa in uno dei luoghi più suggestivi di Tenerife: le piscine naturali di Bajamar.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Bajamar è un piccolo paese sotto la circoscrizione di San Cristobal de la Laguna e dista circa 15 km dalla stessa: per arrivarci, partendo dal sud di Tenerife, si viene prima accompagnati dal paesaggio arido che costeggia la TF-1 verso Santa Cruz de Tenerife, si passa per un breve tratto sulla TF-5 in direzione La Laguna ed in seguito si viene catapultati, attraversando la TF-13, in un intorno dove il verde la fa da padrone.

L’aria si rinfresca, appaiono in cielo nuvole minacciose ma del tutto innocue: sino a Tigueste, il color smeraldo delle colline sbatte contro il ricordo dell’ocra tipico della costa più meridionale di Tenerife. Scendendo verso il mare fa capolino il sole, che ridà all’ambiente una temperatura calda, facendoci desiderare un bagno nell’oceano per trovare un po’ di refrigerio dalla calura.

Ad accompagnarci in questa gita fuori porta è stata una coppia di cari amici milanesi, grandi estimatori dell’isola, che già avevano visitato questa zona balneare.

Posteggiato l’auto, ci ritroviamo nella via principale del paesino, dove non mancano strutture ricettive per accogliere i visitanti, ma ciò che cattura subito l’attenzione è una piccola piazza che si affaccia sull’oceano: ornata da una decina di panchine in legno dipinte di rosso e da alcuni alberelli, sembra essere stata creata proprio per far assaporare al meglio la vista della grande discesa d’acqua blu di fronte.

Affacciandosi si nota subito una spiaggetta di sabbia fine, Playa de Bajamar o anche detta de San Juan, e un piccolo faro in pietra. Scendendo le scale ci appaiono di fronte due grandi vasche che sembravano essere incastonate nel terreno “rubato” al mare per accoglierle. In lontananza scorgiamo anche una vasca di dimensioni più modeste per accogliere bambini.

Percorrendo l’ampio e pulito o paseo di roccia scura, dove non mancano anche le zone dove ripararsi dal sole ed attrezzi ginnici disponibili al pubblico, risalta subito come l’area balneabile sia dotata di tutti i servizi, anche per i diversamente abili: il team di soccorritori hanno a loro disposizione speciali mezzi acquatici per i disabili che volessero immergersi senza difficoltà nelle vasche.

Le piscine vengono alimentate dalle onde che, sbattendo spesso contro gli scogli, riescono ad oltrepassare il modesto argine e quindi a rifornirle dell’acqua necessaria per riempirle.

Da un punto di vista cromatico la scena è dominata dalle diverse tonalità dell’azzurro: quella del mare (la Bandiera Blu issata in questa zona denota come la purezza dell’acqua sia indubbia), del cielo e delle piscine che, grazie ad un fondo più chiaro, sembra essere la sintesi perfetta tra gli elementi dell’oceano e del firmamento.

Volgendo lo sguardo verso le nostre spalle però, un senso di protezione ci pervade: le montagne riparano il paese e le vasche dall’arrivo delle nuvole, il che arricchisce il senso di pace già dato immancabilmente dal mare.
Uno scenario spettacolare è offerto anche durante le giornate particolarmente ventose, quando il mare è mosso ed i flutti si infrangono sugli scogli, trasmettono tutta la potenza della natura: questo non è stato il nostro caso, ma, nonostante fosse domenica e la gente attratta dal refrigerio offerto dalle piscine era molta, è stato impossibile non perdersi a scrutare l’orizzonte rilassati dal rumore del mare e dalla luce del sole che pian piano si nascondeva nell’Atlantico.

Alessandro Ugolini

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