Turismo post-Covid: le Canarie in viaggio verso il futuro

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Turismo post-Covid: le Canarie in viaggio verso il futuro

Secondo gli esperti del settore, la crisi dovuta alla pandemia ha solo accelerato la fine di ciò che era comunque destinato a finire. Le grandi fiere del turismo erano già in sofferenza da diversi anni, registrando ad ogni edizione un calo delle presenze. Le grosse aziende decidevano di non partecipare, perché i risultati ottenuti non compensavano le spese da sostenere.

Negli ultimi anni, le fiere più prestigiose erano diventate quasi esclusivamente passerella per il politico di turno, mentre i contatti commerciali finivano al secondo e ultimo posto. Dallo scorso marzo, la pandemia in Europa ha provocato la cancellazione sistematica di questi grandi eventi, costringendo gli operatori del settore ad uno sforzo eccezionale per trasformare un modello ormai obsoleto, ma che forse nessuno aveva il coraggio di cambiare. Ma se il settore annaspa da diversi mesi, la nuova modalità virtuale di stabilire contatti commerciali consente adesso anche alle piccole realtà di bussare alla porta – anch’essa virtuale – di chi determina la direzione del mercato. La possibilità di un incontro in remoto consente ad imprese piccole ed innovatrici di estendere la propria visibilità. In un’intervista al portale tourinews.es,

Il Direttore del Patronato de Turismo de Fuerteventura, Moisés Jorge Naranjo, conferma il numero crescente di richieste da parte di piccoli agenti di viaggi indipendenti, specializzati in un segmento piuttosto che in un altro. Naranjo si spinge oltre, convinto che la tendenza del 2021 mostrerà chiaramente su cosa puntare per rianimare il paziente Turismo: sostenibilità, digitalizzazione e formazione.

Sarà necessario puntare sull’identità delle Isole Canarie, preservandone cultura, storia e patrimonio: questo sforzo potrebbe rivelarsi fondamentale rispetto alle proposte dei competitor. Bisognerà poi digitalizzare tutti i contenuti, sia i prodotti commerciali che le risorse turistiche. Il Marketing faccia a faccia si svolgerà nella dimensione virtuale. Non più le fiere come luogo di incontro, ma un appuntamento online negli uffici dei grandi (e piccoli) partner commerciali, esattamente lì, dove le decisioni vengono prese.

La digitalizzazione del marketing dovrà confluire poi nella formazione del personale. L’utilizzo dei big data, delle tracce lasciate dagli utenti su Internet, delle reti social e delle piattaforme professionali, serviranno agli operatori per analizzare il comportamento e le decisioni dei potenziali clienti, ed adattare quindi la propria offerta, utilizzando nuove strategie di marketing. Non si potrà più aspettare che il passante si fermi davanti alla vetrina di un’agenzia di viaggi, per poi eventualmente entrare. I grossi cataloghi stampati l’anno prima, verranno cestinati – i grandi gruppi come FTI o TUI ne sanno qualcosa, visto che stanno chiedendo nuovi salvataggi ai rispettivi governi -. D’ora in poi, il singolo cliente, bisognerà andarselo a cercare in rete. Mentre per i grossi clienti sarà necessario che le catene alberghiere ancora sprovviste istituiscano una propria rete commerciale.

Sarà infine importante capire, in che modo la pandemia ha cambiato esigenze e desideri di quei turisti che per primi torneranno a viaggiare, quando sarà nuovamente possibile.

La prospettiva di un piano di vaccinazioni a livello globale lascia sperare gli operatori del settore, che si troveranno a dover soddisfare un nuovo tipo di viaggiatore. La Confederación Española de Agencias de Viajes (CEAV) e la società di consulenza Braintrust hanno redatto uno studio sui nuovi viaggiatori post-pandemia, pubblicato sul portale Hosteltur. La buona notizia, è che neanche la pandemia ha diminuito la voglia che gli spagnoli hanno di viaggiare, ma adesso i viaggiatori post-Covid hanno bisogno di sentirsi sicuri di fronte al rischio di contagio.

Per questo, secondo i risultati esposti dalla società di consulenza Braintrust, tutti gli aspetti che formano parte del viaggio cambieranno in un modo o nell’altro, all’insegna della sicurezza sanitaria. Primo tra tutti la scelta della destinazione: più natura, meno gente. Si cercheranno quelle destinazioni in grado di offrire esperienze in contesti rurali, di montagna, piuttosto che in spiagge appartate, ma comunque con maggior sicurezza sanitaria, igiene, privacy e tranquillità. Si preferiranno spostamenti in auto piuttosto che in pullman, per evitare il più possibile il contatto con altri viaggiatori.

Piccoli alberghi e strutture ricettive con poche stanze avranno più successo rispetto alle grosse catene alberghiere. Nell’organizzazione del viaggio, le opzioni di cancellazione e le assicurazioni con copertura COVID-19 avranno un ruolo determinante nella scelta della destinazione. Le prenotazioni avverranno online, ma con un maggior supporto da parte delle agenzie di viaggi, capaci di generare nel viaggiatore maggior sicurezza e fiducia rispetto al “low-cost/fai-da-te” che spopolava negli ultimi anni. Adattarsi alle nuove necessità dei viaggiatori sarà necessario per superare la crisi del settore turistico.

Le Isole Canarie hanno tutti i requisiti per proporsi come meta turistica di successo nella nuova epoca post-pandemia, soprattutto se potranno contare sul contributo di una classe politica pragmatica e lungimirante.

Francesca Passini

© Riproduzione riservata

Sitografia: atlanticohoy.com; tourinews.es;

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