Canarie. Trasferirsi all’estero/1^ parte: i vantaggi di un vero bilinguismo

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Quando una famiglia con figli piccoli o adolescenti prende la decisione di trasferirsi all’estero, prima o poi per i genitori viene il momento di chiedersi quale linea di comportamento adottare per favorire l’apprendimento della nuova lingua, un inserimento più agevole nel percorso scolastico, lo sviluppo di nuove amicizie e una miglior integrazione sociale. Affidandosi al buon senso e ai consigli di insegnanti di buona volontà, ma il più delle volte privi delle conoscenze necessarie ad affrontare il problema su basi scientifiche, finiscono spesso per ritenere utile per il bambino/adolescente l’abbandono della lingua materna o, quanto meno, un suo graduale quanto inevitabile allontanamento.

Si pensa in questo modo di aiutarlo ad immergersi in maniera proficua nell’acquisizione della nuova lingua.

Questa modalità di porsi – e porre i figli – in relazione con il problema dell’acquisizione di una seconda lingua destinata nella maggioranza dei casi a sostituire quella materna non solo è sbagliata, ma nel medio/lungo periodo finirà per danneggiare i figli stessi creando loro difficoltà aggiuntive, specialmente nel loro percorso scolastico avanzato.

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E’ una concezione obsoleta che si basa su un modello “idraulico” dell’apprendimento linguistico: il cervello viene paragonato ad un vaso e le lingue sono i liquidi in esso contenuti; se deve entrare del liquido nuovo, quello precedente ne deve uscire.

È un’idea completamente sbagliata: il cervello umano possiede una capacità altissima per le lingue, forse illimitata, e non è neppure vero che l’acquisizione di una nuova lingua sia rallentata o ostacolata dal mantenimento di quella materna*.

In effetti, se immaginiamo il cervello come un contenitore aperto invece che un vaso chiuso, ci accorgiamo che le competenze acquisite nell’apprendimento della lingua materna costituiscono un aiuto prezioso, in special modo se le due lingue appartengono ad una stessa famiglia come l’italiano e lo spagnolo: a parte i cosiddetti “falsi amici” – come il famoso errore nell’uso del termine burro, che in spagnolo significa asino -, le identificazioni interlinguistiche riguardanti il lessico, la grammatica, i modi di dire saranno più spesso di aiuto che di ostacolo. Grazie a queste strategie di identificazione, la conoscenza della prima lingua sarà molto utile al bambino.

Molto di più lo è per l’adolescente, che a scuola (in primo luogo ma non solo) comincia a trovarsi di fronte alla necessità di servirsi di abilità linguistiche sofisticate (definite dai ricercatori cognitivo-accademiche): se ha imparato a sottolineare un testo, a riassumerlo, a sviluppare un ragionamento astratto nella propria lingua, non dovrà reimparare a farlo nella seconda; se invece questo normale sviluppo viene arrestato perché la lingua madre è persa o sottoutilizzata, la conseguenza sarà veramente un rallentamento, un ostacolo allo sviluppo generale che non potrà che ripercuotersi sullo studio.

Gli studiosi parlano in questo caso di bilinguismo sottrattivo; quando invece la lingua materna viene mantenuta attiva e si sviluppa parallelamente alla seconda lingua si parla di bilinguismo additivo, che comporta una serie di vantaggi cognitivi tipici delle persone realmente bilingui: una maggior elasticità di pensiero, un uso creativo del pensiero divergente, una precoce presa di coscienza di quanto il linguaggio sia arbitrario in rapporto alla realtà (e quindi un uso più consapevole e sciolto dell’immagine), una capacità maggiore di compiere sofisticati ragionamenti metalinguistici (cioè che vanno oltre l’ambito della lingua in sé, ma che ne sviluppano le implicazioni sociali, psicologiche, letterarie, filosofiche…), favorendo quindi un appropriato sviluppo del pensiero astratto e della sua espressione.

Laura Carlino (EvocArte Art Gallery- Tenerife-Canarie)

 

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*Per una spiegazione scientifica di questa e delle altre teorie qui espresse, si veda Imparare l’italiano-imparare in italiano a cura di Graziella Favaro, ed. Guerini e Associati 2004, con ampia bibliografia relativa alle problematiche dell’apprendimento della lingua del Paese di trasferimento (immagine passaparola.info)

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