I DELITTI ECONOMICI E LA R.I.C – Riserva per investimento in Canarias-

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La Riserva per investimento in Canarias è un beneficio fiscale che pretende incentivare gli investimenti della produzione impresariale e la creazione di infrastrutture Pubbliche nell’Arcipelago Canario.

 

La legge n.19/1994 offe “la possibilità a che gli impresari Canari possano accedere a quote importanti di risparmio fiscale, mediante la esenzione di gravami sulle Imposte del reddito personale (che sia su Società o sul reddito delle persone fisiche o sul reddito di non residenti) intorno al 90 % dei benefici que si ottengano e che si reinvestono nello stesso Arcipelago a determinate condizioni.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Per poter accedere a questo beneficio fiscale della riserva per inversione in Canarias è necessario che concorrano una serie di requisiti entro i quali, alcuni debbono concorrere anteriormente al momento nel quale si presenta la dichiarazione dei redditi del soggetto passivo e, altri, debbono prodursi posteriormente al momento in cui al contribuente si applichi il beneficio fiscale.

Nel caso in cui al contribuente si sia applicato incorrettamente il beneficio fiscale senza che questi avesse i requisiti richiesti, dovrà presentare una autodichiarazione complementaria.

Una volta realizzato l’investimento, questo dovrà rimanere in auge nell’impresa del soggetto richiedente, per un periodo di 5 o 10 anni, a seconda del tipo di bene di riferimento, senza poter essere oggetto di trasmissione, locazione, o cessione a terzi per il suo uso.

La dottrina è unanime nel negare che la violazione formale possa comportare la perdita di un beneficio fiscale, se da un punto di vista materiale si sono soddisfatti tutti i requisiti.

In tal senso si è manifestata anche la Giurisprudenza Amministrativa. L’articolo 305 del codice penale stabilisce quale sarà la pena alla quale sarà castigato colui che agisca in frode alla Agenzia delle Entrate Statale, Regionale o Locale, eludendo il pagamento dei tributi nelle varie modalità, sempre che la quantità della quota in frode ecceda di 120.000 euro.

In questo senso, al momento di chiarire il termine “frodare”, all’interno della dottrina e della giurisprudenza, si possono distinguere due posizioni.

Da un lato vige la teoria della infrazione del dovere, in virtù della quale la frode fiscale consiste semplicemente nel NON versare l’importo a titolo di tributo, ed in questo senso frodare equivale a causare un danno patrimoniale e in relazione con il Tesoro questo danno diventa punibile come delitto quando supera l’importo previsto nel precetto normativo.

Dall’altro lato, la teoria dell’inganno, in virtù della quale la frode esige qualcosa di più che la perdita finanziaria. In effetti, perchè un’azione del contribuente giunga ad essere meritevole di pena, è necessario occultare alla stessa Amministrazione la quota imponibile ossia, occultare dei fatti necessari perchè possa quantificare il debito, indipendentemente dal fatto che la liquidazione sia incorretta, e con questo si intende la coniugazione del verbo frodare.

Avvocato Civita Masone

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