Italiani all’estero: rifiscalizzare la pensione

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Italiani all’estero: rifiscalizzare la pensione

ViviTenerife: Rifiscalizzare? Ma esiste questa parola?

Giovanni Comoli: No, non esiste! Ho provato a cercarla ma nessun dizionario italiano la riporta.

VT: Perchè la usa, allora? Non voleva forse dire “defiscalizzare la pensione”?

GC: I suffissi, messi davanti ad un nome o un verbo, possono modificarne il senso in diversi modi. Il “de” messo davanti alla parola fiscalizzare, ne inverte il significato, dice che la pensione non è fiscalizzata, cioè non paga imposte.

VT: Giusto! Non è la defiscalizzazione della pensione quello che fanno i pensionati che vengono a vivere alle Canarie?

GC: Sì, defiscalizzano in Italia per poi pagare le imposte alla Spagna. Dato che il nostro studio si occupa di fare tutto il processo, ci sembra più corretto chiamarlo “rifiscalizzazione”.

VT: Questo servizio lo chiamate davvero così?

GC: No, come le ho detto è un termine inesistente. Però, potrei avere coniato una parola nuova. Devo proporlo alla Treccani.

VT: Oggi si diverte con i neologismi? Andiamo avanti! Da quello che capisco, il tema del mese riguarda i pensionati che si trasferiscono alle Canarie.

GC: Sì… e le difficoltà crescenti per ottenere la pensione lorda.

VT: Perche crescenti?

GC: Andiamo in ordine! Cominciamo a dire che tutto il processo di spostamento della fiscalità sulla pensione dura un paio di anni.

VT: Così tanti?

GC: Beh, poi si devono anche aspettare altri 3 o 4 anni per ricevere il rimborso delle imposte pagate due volte.

VT: Sono confusa! Può spiegarmi tutto con calma?

GC: Certo! Il pensionato si trasferisce a vivere alle Canarie. Il momento migliore per farlo è nel secondo semestre dall’anno per risultare residenti in Spagna a partire dall’anno successivo.

VT: Perchè nel secondo trimestre?

GC: Perchè, purtroppo, il Consolato impiega almeno 6 mesi per iscriverlo all’AIRE. Se inizia la pratica in primavera, si troverà con le date di cancellazione da un Paese e di iscrizione nel nuovo a cavallo di due semestri rendendo più complicato dimostrare dove si sono vissuti i famosi 183 giorni richiesti. Questo provoca imprevedibili problemi con il fisco dei due Stati. Meglio, quindi, arrivare in autunno.

VT: Io lo farei solo per evitare un freddo inverno in Italia. Poi?

GC: Fatto il cambio della residenza, non si fa più nulla fino alle dichiarazioni fiscali da presentare nei primi mesi dell’anno successivo.

VT: Quindi, nell’autunno dell’anno zero ci si trasferisce, nel primo semestre dell’anno 1 si ottiene la residenza in Spagna e nel primo semestre dell’anno 2 si fanno qui le dichiarazioni fiscali!

GC: Brava! Ha capito perfettamente! Entro il 30 giugno dell’anno 2, come lo chiama lei, si presenta la dichiarazione dei redditi in Spagna e subito dopo si può ottenere il timbro sul modello che attesta che si è fiscalmente residenti in questo Paese.

VT: Ah, sí! Il modello EP I/4.

GC: Esatto! Questo modello europeo serve per dimostrare di avere pagato le imposte alla Spagna per cui, presentandolo all’INPS entro il 30 settembre successivo si ottiene il rimborso delle imposte pagate nell’anno 2 e nel corso dell’anno 3 si riceverá la pensione lorda.

VT: Ho capito la procedura! Prima però ha parlato di difficoltà crescenti.

GC: Sì, ci sono! Per limitare l’accesso agli Uffici Pubblici, il fisco spagnolo ha deciso che non timbrerà più tale modello prestampato, ma il contribuente dovrà scaricare un certificato di residenza fiscale telematicamente.

VT: E non è più comodo?

GC: È molto più comodo ed economico, però mi preoccupa questo cambio.

VT: Perchè?

GC: Perchè nell’approvare unilateralmente questa modifica, il fisco spagnolo ha comunicato la sua decisione agli enti fiscali degli altri Paesi Europei senza però che ci sia una disposizione legale. In altre parole… e se l’INPS non l’accettasse perchè esige il modello EP I/4? Il pensionato perderebbe un anno di tempo perchè si troverebbe nel mezzo delle prese di posizione dei due Stati.

VT: Ha ragione, è preoccupante!

GC: Già è successo due anni fà che una decisione spagnola in materia di certificati di residenza fiscale ha provocato un problema similare.

VT: Perchè avviene?

GC: Perchè siamo ancora all’inizio di una reale integrazione europea. Non esistendo ancora un organo sovrannazionale di controllo, i Paesi, nel tentativo di controllare le evasioni nel loro territorio, mantengono una forte posizione indipendente.

VT: Prima ha parlato anche di rimborso…!

GC: Sì! Una volta completato il processo per ottenere la pensione lorda, bisogna richiedere all’Agenzia italiana delle Entrate, sezione di Pescara, il rimborso delle imposte pagate due volte. Si tratta di quelle che l’INPS ha trattenuto nell’anno 1 e che non può più rimborsare, ma che sono anche state pagate alla Spagna.

VT: Per avere indietro questi soldi ci vogliono 3 o 4 anni?

GC: Qualsiasi ente fiscale va con i piedi di piombo nel rimborsare imposte per verificarne il reale diritto del contribuente. Per questo è importante essere precisi e corretti nelle iscrizioni. Ad esempio, la mancata registrazione all’AIRE, oppure averlo fatto con date discordanti a cavallo fra i due semestri come descritto prima, può fare addirittura perdere il diritto a questo rimborso. Per questo consigliamo a tutti coloro che intendono trasferirsi, per evitare di commettere costosi errori, che si affidino prima ai consigli e ai servizi di un buon consulente esperto in questa materia.

Giovanni Comoli – Tenerife

giovanni@comoliconsulting.com

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