Mod. 720 – Il 30 aprile scade il termine di presentazione

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logo-civitaDichiarazione informativa su beni e diritti situati all’estero – nuovo modello 720 Con la finalità di intensificare la lotta alla frode fiscale, con la Legge Organica n. 7 del 27 di dicembre del 2012, sono state modificate

alcune norme della Legge Generale Tributaria n. 58/2003, con lo scopo di adattarla alla normativa comunitaria internazionale in materia di mutua assistenza tra gli stati membri, modificando anche il Regolamento dei procedimenti amichevoli in materia di Imposizione Diretta.

Attraverso questa modificazione è stato introdotto l’obbligo di presentare La Dichiarazione Informativa sui Beni e Diritti situati all’estero.

Il prossimo 30 di aprile scade il termine previsto per la presentazione della Dichiarazione, per tutti i cittadini residenti in territorio Spagnolo che posseggono all’estero Beni Immobili o diritti relazionati con gli stessi e Beni Mobili quali: conti correnti bancari, azioni o partecipazioni nel capitale sociale o fondi patrimoniali, assicurazioni sulla vita o di invalidità, rendite temporanee o vitalizie… e sarà solamente obbligatoria se la somma del valore al 31 dicembre del 2012 è maggiore di 50.000 euro.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}La obbligazione riguarda le persone fisiche, le persone giuridiche e gli stabilimenti permanenti in detto territorio di persone o entità non residenti. La Dichiarazione si effettuerà utilizzando il nuovo Modello 720 corrispondente all’esercizio del 2012, che solo eccezionalmente dovrà presentarsi entro il 30 di aprile del 2013, essendo questo il primo anno, giacché il termine normale previsto per ogni anno sarà il 31 di marzo.

Ogni anno dovrà presentarsi un’altra dichiarazione unicamente se si è verificato un incremento maggiore di 20.000 euro rispetto al valore dell’ultima dichiarazione.

Andiamo a vedere cosa accade se non si ottempera alla obbligazione di Dichiarare: “Costituiscono infrazioni tributarie il non presentare entro il termine , presentare con una forma incompleta, inesatta o con dati falsi la Dichiarazione Informativa”; questo tipo di infrazioni sono già state classificate come “molto gravi” e quindi la sanzione minima prevista è di 10.000 euro.

Quindi, possiamo concludere asserendo che la Dichiarazione Informativa ha la funzione di facilitare la lotta alla frode nella dichiarazione dei Redditi anche mediante informazioni che gli stati membri della Unione Europea possono scambiarsi reciprocamente, come tra l’altro già previsto in Accordi bilaterali tra i vari paesi.

In considerazione del fatto che questo tipo di normativa è già in vigore anche in altri paesi della UE, appare chiaro che i cittadini comunitari sono chiamati a sostenere ulteriormente la economia Europea in modo più partecipativo e trasparente che in precedenza.

Avvocato Civita Masone

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