“MUTUO” E CLAUSOLE ABUSIVE

0

logo-civita

La giurisprudenza del Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea sulle clausole abusive, ha determinato senza alcun dubbio, una convulsione nell’ordinamento giuridico spagnolo.

 

La recente Sentenza del 14 di marzo del 2013 relativa ad un procedimento esecutivo per il mancato pagamento di un mutuo, ha provocato la promulgazione d’urgenza della Legge 1/2013 del 14 di maggio “Misure per rinforzare la protezione dei debitori “Ipotecari” ristrutturazione del debito e affitto sociale” con la quale si riforma tra l’altro l’antica legge Ipotecaria e la legge processuale civile.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Però prima di determinare gli effetti nell’ordinamento processuale della suddetta dottrina del Tribunale di Giustizia della Unione Europea, conviene specificare cosa si intende per Clausola Abusiva.

Le clausole contrattuali che non sono state negoziate individualmente si considerano abusive se , a prescindere dalla esigenza della buona fede, provocano un disequilibrio importante tra i diritti e gli obblighi delle parti alterando negativamente la posizione del consumatore attraverso il contratto stesso, considerando come presunzione legale, l’ esistenza di una clausola abusiva quando sia plasmata in un contratto di adesione o quando, redatta per iscritto, non sia effettuata in forma chiara e comprensibile; e quando non sia stata negoziata individualmente, fatto quest’ultimo, che in giudizio dovrà essere provato dall’impresario o banca, o professionista e non dal consumatore.

Si considererà che una clausola non sia stata negoziata quando la sua stesura è stata fatta prima e il consumatore non abbia potuto influire su suo contenuto, in particolare nel caso dei contratti di adesione. Due sono in questo senso, le disposizioni normative da tenere in considerazione a) da un lato quella recentemente approvata Legge 1/2013 del 14 di maggio di Riforma della legge Ipotecaria e quella del Processo Civile e b) dall’altro il Progetto di legge di Riforma del processo “Monitorio” previsto nel processo civile.

Tanto nel processo civile monitorio (progetto di legge) quanto nel processo esecutivo (introdotto con la nuova legge) la prima cosa che dovrà realizzare il giudice una volta finalizzata la fase incidentale per la verifica della esistenza di clausole abusive, sarà quella di determinare le conseguenze di tale determinazione; decretando l’archiviazione (se la clausola contrattuale fosse determinante per l’esecuzione) o altrimenti determinare l’applicazione della stessa, ordinando la prosecuzione del processo di esecuzione relativamente ai diritti di credito non toccati dalla clausola abusiva.

Nel caso in cui si siano stipulati interessi moratori abusivi, che in conformità con quanto stabilito con la nuova normativa, trattandosi di prestiti per la dimora abituale ” non potranno essere superiori a tre volte l’interesse legale del denaro, il carattere illecito della clausola sarà determinato mediante il “quantum” della stessa, ed inoltre si obbliga la entità finanziaria a calcolare gli interessi solo sul capitale oggetto del prestito e non anche sugli interessi maturati.

Conformemente alla dottrina del Tribunal Supremo di Giustizia dell’Unione Europea, la normativa comunitaria sulle clausole abusive è di ordine pubblico, pertanto la esistenza delle clausole abusive deve essere esaminata d’ufficio dal giudice in qualunque stato del giudizio, ed oltre a questo obbligazione giudiziale anche i notai in caso di esecuzioni extragiudiziali e il Pubblico Registro della proprietà, hanno lo stesso obbligo di verificare la esistenza d’ufficio delle clausole abusiva.

Avvocato Civita Masone

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

1 + 7 =