NUOVE REGOLE PER I 14.000 ESERCIZI GASTRONOMICI DELLE CANARIE

0
logo-vivitenerife

logo-vivitenerife

Il settore dei bar, caffetterie e ristoranti canari affronta una nuova sfida: tutti gli esercizi si dovranno difatti aggiornare in merito alla necessità di informare i propri clienti sulle sostanze allergeniche che potrebbero essere contenute nei piatti, nelle porzioni, negli aperitivi offerti, senza incombere in alcun rischio per la salute.

 

Tutto questo entro la fine del 2014.

Così viene richiesto dall’Unione Europea e dal Ministero della Salute, attraverso l’ Agencia Española de Consumo, Seguridad Alimentaria y Nutrición, che si sta attivando in maniera diretta. I casi di allergie alimentari sono aumentati negli ultimi 20 anni in maniera considerevole.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Secondo i dati della UE, il 70% dei casi di reazione allergica per ingestione di alimenti si verifica fuori dalle mura domestiche.

La legislazione europea attribuisce la responsabilità diretta al ristoratore, in merito all’informazione che deve offrire al cliente, sia che elabori le pietanze in loco, sia che le pietanze provengano o siano elaborate da terzi. Secondo tale normativa, la presenza non dichiarata di un allergene in un alimento, viene considerata pericolo alimentare, paragonabile alla presenza di salmonella.

In concreto, le attività che non applicheranno le tecniche di autocontrollo in materia di sicurezza alimentare riportate nella normativa europea, saranno soggette a sanzioni che vanno da 5.000 € a 600.000 €.

A partire dal 14 dicembre 2014 le attività di ristorazione saranno obbligate ad offrire tutte le informazioni nutrizionali delle bibite e alimenti in vendita nei propri locali. Obiettivo di tale normativa è quello di aumentare la sicurezza nell’ambito delle allergie alimentari.

E’ importante segnalare che, di fronte alla legge, responsabile verrà sempre considerato colui che vende l’alimento al consumatore finale, anche se non dovesse essere intervenuto direttamente nell’elaborazione del prodotto.

L’UE, già dal 2003 dispone normative che obbligano ad etichettare gli ingredienti di alimenti come cerali con glutine (grano, segale, farro, avena, spelta, kamut), crostacei, e prodotti derivati, uova, pesce, arachidi, soya, latte, frutti con buccia (mandorle, nocciole, noci, anarcardi, noce pecan, pistacchi e noci di macadamia), sedano, mostarda, semi di sesamo e solfiti

Visita il nostro Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

− 2 = 2