Riflessioni sulla diversificazione del risparmio e i rischi degli investimenti

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Mia nonna, classe 1911, non aveva molta fiducia delle banche e anche se aveva un libretto di risparmio alla cassa di risparmio di Padova e Rovigo, rigorosamente investito in B.O.T. o C.C.T. teneva sempre una certa quantità di “schei” distribuita in varie buste, nascoste in diversi posti strategici, della sua casetta. Era quello un rudimentale sistema di diversificazione del risparmio, e se ad esso ci aggiungiamo che una parte era collocata in gettoni telefonici, per via che ogni tot anni la SIP li faceva aumentare di valore, abbiamo pure diversi gradi di propensione al rischio. Un secolo dopo, a livello concettuale, tutto sommato non é cambiato poi molto, quasi tutto si é invece modificato a livello pratico.

Non dico niente di nuovo quando affermo che la sofisticazione dei mercati finanziari unita all’ “irrazionalità esuberante” ha generato il collasso del sistema finanziario globale nel 2008, ma é poi cosí diversa dalla crisi dei tulipani del 1636/37? Quando un bulbo di tulipano venne venduto per l’equivalente a 6000 fiorini? O come nel caso della crisi delle puntocom quando le azioni Tiscali si rivalorizzarono un 2500% in 5 mesi tra ottobre 1999 e marzo 2000. Come é possibile che una New company di 90 dipendenti valga piú della Fiat? L’allora presidente della Fed Alan Greenspan la chiamava “esuberanza irrazionale”.

Qualcuno é ancora lí che si lecca le ferite… ma torniamo al concetto di diversificazione. Spesso non si vede ció che non si vuole vedere, mi spiego meglio: la regola generale é che a maggior rischio, maggiore aspettativa di guadagno, ma se lo leggiamo al rovescio anche maggiore possibilitá di perdita. Se mi espongo con investimenti, focalizzandomi solo sul rendimento atteso, sto perdendo di vista altri fattori, altri rischi, cerchiamo di analizzarne alcuni. Rischio di mercato: é relativo all’ impossibilitá di prevedere il futuro andamento dei mercati. Nell’anno 2008 in Spagna é esplosa una bolla speculativa nel mercato immobiliare, che dopo essersi rivalorizzato a ritmi del 20% annuale negli anni 2000-2006, é crollato un 50% nel periodo successivo.

L’ eccessiva concentrazione di investimenti in questo settore generó una crisi dalla quale il paese tuttora non si é recuperato. Tutti avevano investito in immobili, dimenticandosi di diversificare con altri investimenti con un grado di correlazione basso, per esempio: borsa, arte, materie prime. Rischio di credito: si attiva quando prestiamo dei soldi a qualcuno e non ce li puó restituire per cui incorriamo in una perdita, totale o parziale dell’ investimento. Questo succede e di fatto é successo, anche quando faccio un deposito bancario o compro un’obbligazione della banca e questa poi fallisce. Caso BPVI, Banco Popular, Banco Madrid, Lehman Brothers etcetc (di casi come Gescartera, Madoff e Fórum/Afinsa non parlo perché quelle erano truffe, non fallimenti).

Anche qui, la fiducia nell’istituzione e l’avidità, hanno spesso fatto dimenticare il criterio della diversificazione del rischio a favore della ricerca del massimo beneficio: il deposito piú remunerativo, l’ obbligazione piú prestazionale…..a discapito dell’equilibrio. Durante la crisi bancaria vissuta in Europa post crollo Lehman, alcune casse di risparmio spagnole arrivarono a pagare un 6,5% annuale per un deposito, quando i tassi di interesse erano all’1%, non c’era un evidente rischio di credito? Eppure molti non lo vedevano, poi vennero i mal di pancia. Rischio di liquidità, comprare una casa o investire in diamanti, puó essere un ottimo investimento peró non sono molto liquidi perché tanto l’immobiliare, come le materia prime non sono mercati perfettamente efficienti, se avessi bisogno di liquidare potrei avere dei ritardi e delle difficoltá nel rivendere a un prezzo congruo alle mie aspettative, quindi soffrire delle perdite, stessa cosa con le obbligazioni a scadenze lunghe, peró quelle, se ho comprato dei titoli di buona qualitá, le posso liquidare nel mercato velocemente, quindi la liquiditá ce l’hanno.

Il cash o i fondi monetari hanno il loro senso di esistere sia per cogliere opportunitá, sia per prevedere necessitá, si chiama valore della liquidità e chi non ce l’ha sa di cosa parlo. Rischio paese, legato alla geopolítica, chiedete a chi ha investito in energia rinnovabile in Spagna tra il 2005 e il 2010, come si é sentito dopo che il -Ministerio de Industria-, su pressioni di Bruxelles, ha tagliato le tariffe con valore retroattivo. Se avessero fatto lo stesso investimento in Germania non sarebbe successo…

Una riflessione speciale vale la pena farla sui rischi legali degli investimenti: se compro un suolo non urbano con l’aspettativa che si urbanizzi e poi questo non accade, se investo in un appartamento-vacanze per fare reddito e la normativa cambia…. o peggio non ho l’abitabilità, se investo in Bitcoin e vengono dichiarati fuorilegge… per caritá tutti investimenti assolutamente validi e possibili peró attenzione, al quadro giuridico nel quale ci muoviamo, perché se é instabile i rischi aumentano e i profitti devono valere veramente la pena.

Prevediamolo, siamone coscienti. Spesso il mio lavoro é proprio quello di preparare il terreno, di rendere le persone consapevoli di quello che fanno o faranno. Soluzioni: diversificate, dividi e vincerai diceva Sun Tzu, come faceva mia nonna, un po’ di immobiliare, liquiditá, un po’ di reddito fisso, un po’ di variabile, economia reale etc.etc. Un po’ di oro, un quadro.

Cercare marchi legali, chiari, possibilmente stabili, paesi che offrano sicurezza legale (anche le valute hanno molto peso). Per i meno esperti che non vogliono mettersi a gestire in prima persona, io punterei nel cercare un buon advisor, possibilmente che punti sui veicoli di inversione collettiva, pensati in generale per i risparmiatori, per minimizzare tutti i rischi del fai da te.

E se proprio volete autogestirvi beh allora, studiate, formatevi molto.

Come dice Warren Buffet, mai investire in qualcosa che non si comprende appieno.

Dr. Corrado Condemi

Ag. Bankinter – Tenerife – Canarie

ccondemi.ra@bankinter.com

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