Riforma della legge per migliorare la qualità dell’ educazione scolastica

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Lo scorso maggio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, il tanto polemizzato progetto di legge di Migliorie alla Qualità Educativa.

 

Il ministro de Educación, Cultura y Deporte, José Ignacio Wert, ha qualificato questa riforma come un “cambio di filosofia” nella distribuzione di competenze tra lo Stato e le Comunità Autonome (Regioni), ha difeso la riforma affermando che si tratta di garantire il diritto all’educazione attraverso la riduzione dell’abbandono scolare, e che la stessa incide sull’ indipendenza dei centri.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Nonostante, il testo potrebbe includere altre novità rispetto alla sua redazione originale, come per esempio la forma di garantire la libera elezione della lingua in Cataluña, o la rielaborazione della materia che si offre come alternativa a quella di Religione, già che per questa ultima a giudizio del Consiglio di Stato potrebbe essere discriminatorio dover scegliere tra l’una e l’altra, il vero punto controverso sarà soprattutto quello economico e relativo in special modo ai sussidi scolatici (Becas).

Il Governo ha fatto slittare l’approvazione della legge per “osservazioni” sulla dotazione finanziaria. Infatti il Ministro di Educazione, Cultura e Sport comparirà in questi giorni davanti al “Congresso” per informare sulla nuova politica di sussidi, quasi un mese dopo l’approvazione mediante Decreto Reale, della Riforma da parte del Governo, che ha cambiato il disegno degli aiuti allo studio, il modo in cui si assegnano e i requisiti accademici per accedervi.

Anche se il Consiglio di Stato riconosce que né la Costituzione né le leggi sull’ Educazione scolastica stabiliscono criteri precisi in materia di sussidi, in ogni caso, opinione più diffusa tra gli addetti ai lavori, è che il sistema dovrebbe tendere a que le persone che abbiano carenza di mezzi economici per poter studiare, lo facciano in modo uguale, o il più simile possibile, al resto degli studenti, senza esigere da loro una infallibilità que non viene richiesta al resto degli studenti.

Obbiettivo del Governo, è que la LOMCE, la settima legge educativa in 37 anni di democrazia, sia approvata in autunno, affinché possa applicarsi nel corso scolastico 2014/2015 ossia due anni dopo la sua presentazione.

Avvocato Civita Masone

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