Riscossione dei crediti tributari tra i paesi dell’unione europea

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studio-cicconiIl governo italiano ha adottato, in materia fiscale, la direttiva comunitaria 2010/24/UE con la quale verrà rafforzato il sistema di riscossione dei crediti tributari in altri Stati dell’Unione europea, permettendo, così, il recupero delle

somme dovute (debiti tributari) al Fisco italiano attraverso un intervento più diretto e incisivo negli altri Stati dell’Unione europea.

Più precisamente, l’attuale direttiva comunitaria, da una parte rafforza i già esistenti sistemi di recupero dei crediti tributari tra gli Stati membri e dall’altra adotta ulteriori azioni di riscossione quali le misure cautelari (sequestro dei conti correnti e iscrizione del credito nel Registro della proprietà e annotazioni preventive).

In parole semplici, risulterà più efficace il recupero dei crediti dovuti al Fisco italiano o agli Enti pubblici locali.

Inoltre, la direttiva in esame, permette di recuperare crediti derivanti da imposte e dazi, esclusi dalla precedente direttiva comunitaria numero 2008/55/CE.

Per effetto di tali innovazioni legislative, il sistema di recupero dei crediti tributari indicati nell’art. 2 della direttiva, si estende anche all’insieme delle imposte (imposte dirette ed indirette) riscuotibili dai singoli Stati membri (Stato centrale) e quelli dovuti agli enti locali (Regioni, Provincie e Comuni).

Inoltre, lo Stato italiano potrà procedere alla riscossione delle sanzioni amministrative, delle multe e delle tasse.

Restano esclusi dall’ambito della riscossione i crediti dell’INPS, le sanzioni penali imposte dal Pubblico ministero e quelli non indicati espressamente nella direttiva.

Lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, oggi, sarà telematico e ridurrà considerevolmente  i tempi di intervento inizialmente dilatati dalla eccessiva burocrazia.

In concreto, se siete debitori con lo Stato italiano, lo Stato membro in cui attualmente risiedete, potrà procedere a recuperare i crediti vantati attraverso il procedimento di riscossione stabilito dalle proprie norme.

Più precisamente e nell’ipotesi che ci interessa, sarà competenza dello Stato spagnolo che riceve il documento (Agenzia Tributaria) procedere alla riscossione in ossequio alle disposizioni legale e con gli strumenti esecutivi previsti dalla legge tributaria spagnola (sequestro dei conti correnti, iscrizione del credito nel Registro della Proprieta’…)

Per concludere con un pizzico di ironia: fate attenzione! Tempi duri per l’evasione.

 
Michele Paolo Cicconi

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