Successione per causa morte nel diritto internazionale privato

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studio-cicconiCon il presente intervento esamineremo nel dettaglio quali sono i principi giuridici che regolano la materia della su

cessione mortis causa, per un cittadino italiano fuori dal territorio nazionale.

In primo luogo, occorre ricordare che la legge 31 maggio 1995, n. 218 (Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato) ha profondamente innovato le regole operative pratiche, fornendo soluzioni ai diversi problemi interpretativi che si erano posti nell’applicazione del sistema previgente.

E’ necessario, in primo luogo, ricordare che l’art. 23 delle Disposizioni sulla legge in generale, stabilisce il criterio generale per la determinazione della legge regolatrice della successione.

L’art. 23, infatti, recita: “Le successioni per causa di morte sono regolate ovunque siano i beni, dalla legge dello Stato, al quale apparteneva al momento della morte, la persona della cui eredità si tratta”.

Tale principio è stato integralmente recepito nel primo comma dall’art. 46 della Legge 31 maggio 1995, n. 218 che stabilisce: “La successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta, al momento della morte”.

Emerge con chiarezza, quindi, che il criterio di collegamento principale è dato dalla nazionalità e non dalla residenza: 
– la legge regolatrice della successione, quindi, è la legge nazionale del de cuius al momento della morte.

Di conseguenza, in via di principio, la legge sulla successione per causa di morte regolata dal codice civile italiano (legge italiana), prevale sulle altre leggi, anche se i beni del de cuius, si trovano nel territorio della sua ultima residenza e comunque situati in territori diversi da quello italiano.

Esiste però la possibilità di derogare a tale disposizione legislativa. Infatti, è riconosciuto, il diritto al soggetto che risiede in uno Stato diverso da quello italiano, di sottoporre l’intera successione alla legge dello Stato in cui risiede a condizione che siano rispettate determinate e tassative condizioni.

Le suddette condizioni (o requisiti) sono i seguenti:
1) LA SCELTA DEVE ESSERE ESPRESSA IN FORMA TESTAMENTARIA.
2) LA SCELTA DEVE ESSERE LIMITATA ALLA LEGGE DELLO STATO IN CUI IL TESTATORE RISIEDE.
3) LA RESIDENZA DEVE ESSERE EFFETTIVA ED ABITUALE AL MOMENTO DELLA MORTE.
4) LA SCELTA DEVE RIFERIRSI ALL’INTERA SUCCESSIONE.
5) NON POSSONO ESSERE PREGIUDICATI I DIRITTI DEI LEGITTIMARI RESIDENTI IN ITALIA, OVVERO COLORO CHE HANNO DIRITTO DI RICEVERE, BENI  DALLA SUCCESSIONE.

Evidenziamo che tale scelta da parte dell’interessato deve essere contenuta in un testamento (che in virtù dell’art. 688 del codigo civil español può essere redatto in lingua italiana).

In chiusura e ironicamente, dopo aver letto questo articolo, qualcuno esclamerà: 
 “MAGARI RICEVESSI QUALCOSA IN EREDITÀ!”

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