Pensionati: come procedere per stabilire la propria residenza alle Isole Canarie

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inpsRiserviamo l’articolo di fine estate (per chi ci legge dal “continente”!) ricordando i passi da fare per stabilire la propria residenza alle Isole Canarie come pensionati.

 

Ricordiamo anche ai nostri lettori che le autorità locali Canarie (enti previdenziali, ambulatori, Agenzia delle Entrate, eccetera) possono richiedere la documentazione con variazioni (richiedendo più documenti, o in differente ordine o traduzioni) rispetto alle note di seguito.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Vogliate quindi considerare i seguenti passi come una linea-guida su cui vi possono essere applicate varianti.

PRIMA DI LASCIARE L’ITALIA

1 – Avvisare l’ente erogatore della pensione (Inps, Ex gestiona Inpdap, ex gestione Enpals, Enasarco, Inarcassa, eccetera) dell’intenzione del trasferimento all’estero. Questo importantissimo accorgimento può evitare brutte sorprese in futuro, perché non sempre è esportabile all’estero l’intera quota di pensione: l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale e tutte le prestazioni non contributive non sono esportabili in territorio UE, pertanto verrebbero eliminate una volta trasferita la residenza all’estero. Il pensionato può verificare le voci che compongono la propria pensione attraverso l’Obis M, che possiamo facilitare anche noi Patronati.

2 – Essere coscienti che il trasferimento all’estero implica la perdita sia della residenza in Italia (pertanto le proprietà diventano proprietà da NON residenti) che della copertura sanitaria, che sarà accessibile solo in caso di urgenza accudendo al pronto soccorso. Consigliamo pertanto di informarsi presso uno studio di fiducia o un CAF delle conseguenze fiscali se si possiedono proprietà.

ARRIVO ALLE CANARIE

Il pensionato deve regolarizzare la sua posizione sia nei confronti dell’Italia che nei confronti della Spagna e del “Gobierno de Canarias”. Sono due processi che devono essere svolti allo stesso tempo.

1 – Empadronamiento: con un documento di identità in vigore e un contratto di affitto o di compravendita è necessario dichiarare la propria residenza presso il municipio in cui si è deciso di vivere. L’empadronamiento è considerato una RESIDENZA per la Spagna, ma solo un DOMICILIO per l’Italia, la cui posizione verrà regolarizzata con l’iscrizione all’A.I.R.E.

2 – NIE (Número Identificativo para Extranjeros): una stregua di nostro codice fiscale, il NIE è un documento fondamentale per poter svolgere le principali gestioni: aprire un conto in banca, avere un contratto telefonico, eccetera. Viene emesso dalla POLIZIA, previa presentazione di: documento di identità, empadronamiento, documento che attesti il possesso di una pensione, come ad esempio il CUD (che spesso la polizia obbliga a tradurre), documento che noi Patronati possiamo emettere. Nella maggior parte dei casi (come precedentemente detto, non esiste un decalogo perfetto perché dipende spesso dalle normative locali, quando non dai singoli funzionari) la polizia chiede l’S1 o E121 per la concessione del NIE. Tale documento (che consiste nell’ottenimento della copertura sanitaria all’estero in qualità di pensionato italiano) viene emesso dall’Italia (Inps-Asl) solo dopo l’iscrizione AIRE (spiegata di seguito). In questo caso l’ottenimento del NIE avverrà solo dopo l’iscrizione all’AIRE.

3 – A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): La legge n.470 del 1988 stabilisce che tutti i cittadini italiani che trasferiscono all’estero la loro residenza devono, entro 90 giorni dalla data di arrivo nel Paese di destinazione, fare apposita dichiarazione presso il competente Ufficio consolare per regolarizzare la propria posizione nei confronti dello stato italiano. L’iscrizione all’AIRE è necessaria per ottenere tutti i documenti e i certificati che sono rilasciati dall’Ufficio consolare. Anche per poter richiedere il rilascio o il rinnovo del passaporto è opportuno aver adempiuto al predetto obbligo. Una volta avvenuta l’iscrizione presso l’anagrafe consolare, si può procedere con la variazione delle proprie prestazioni pensionistiche.

4 – S1: É il documento che premette l’ottenimento della copertura sanitaria totale all’estero e concretamente in Spagna nel nostro caso. L’iscrizione all’AIRE comporta la perdita della copertura sanitaria in Italia. Viene richiesto da noi Patronati o dal singolo cittadino che possieda una pensione. Spesso l’ottenimento dell’S1 è condizione imprescindibile per ottenere il N.I.E.

5 – TRASFERIMENTO PENSIONE ALL’ESTERO: la domiciliazione bancaria all’estero della pensione italiana non sempre deve essere soggetta all’iscrizione AIRE; l’importo della pensione può rimanere invariato (non deve essere essere confuso con la defiscalizzazione!) o può diminuire se la pensione contiene prestazioni legate al reddito non esportabili, come precedentemente detto (maggiorazione sociale, integrazione al minimo, eccetera).

6 – DEFISCALIZZAZIONE: non tutte le pensioni possono essere detassate e tassate all’estero, si raccomanda di informarsi prima di lasciare l’Italia. Le pensioni ex gestione Inpdap, per esempio, non possono per il momento essere tassate in Spagna, l’Irpef rimane alla fonte. La residenza fiscale si ottiene dopo 6 mesi di avvenuta iscrizione all’AIRE e a partire da questo momento di può fare domanda di defiscalizzazione. Il pensionato deve presentare la dichiarazione dei redditi in Spagna, presso l’Agenzia delle Entrate spagnola, pagare il corrispondente Irpef e successivamente chiedere la devoluzione all’Inps italiano dell’Irpef trattenuto alla fonte. Presentando la dichiarazione reddituale in Spagna, l’Agenzia delle Entrate spagnola rilascia un certificato di residenza fiscale su modello internazionale e timbra un documento richiesto dall’Inps (EPI/4), documento che deve essere inviato presso la sede Inps di riferimento. Con tale documento l’Inps restituisce l’Irpef trattenuto per l’anno in corso (avendo il pensionato pagato il corrispondente Irpef in Spagna) e verserà la pensione al lordo. A partire da questo momento il pensionato sarà assoggettato alla normativa fiscale spagnola, che consigliamo di approfondire con l’aiuto di un commercialista in loco, perché in Spagna vi sono imposte non esistenti in Italia e che un residente fiscale deve pagare. In altre parole: le tasse non si limitano alla sola pensione.

A grandi linee, questi sono i passi da seguire. Ricordiamo ancora una volta di leggere questo vademecum come una guida in generale, perché ogni ufficio può richiedere documenti non contemplati o cambiare l’ordine di presentazione.

Buon settembre a tutti!

Elettra Cappon – Responsabile ITAL Spagna

Tel. +34.93.304.6885; +34.633.260709

Fax +34. 933967319 E-mail: ital.barcellona@gmail.com

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