DA ANDREA: DUE PAROLE SULLA REALTÀ DI TENERIFE

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Ciao a tutti. Dopo 2 settimane a girare in lungo e in largo, mi sono fatto un’idea di quali opportunità si possano creare qui a Tenerife.

Premetto che tutto ciò che esprimo è solamente il mio modestissimo parere.

 

Pressoché inutile ribadire che qui la qualità della vita è decisamente ottima, clima, costo della vita e paesaggi incantevoli creano una sorta di pace interiore che penso sia a misura d’uomo.

Sempre partendo dal presupposto che bisogna adattarsi ai ritmi canari che sono veramente particolari. A Tenerife il capitolo lavoro, è una cosa a parte e molto complesso da affrontare.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Come già preventivavo prima di toccare questa terra, anche qui la crisi si sente eccome, ma penso sia comunque una cosa ovvia. Diversi locali chiusi e tanti che faticano a lavorare.

Ho notato, almeno nei posti fortemente turistici, una buona professionalità e cordialità, e si vede che anche il più semplice cameriere si fa in 4 dalla mattina alla sera per svolgere al meglio delle sue possibilità tutti i suoi compiti.

La cosa che invece lascia perplessi a volte è la mancanza di professionalità ed inventiva dei gestori, che stando magari dietro la quinte, lasciando spesso tutto in balia degli eventi essendo forse imprenditori improvvisati e non avendo la fantasia e l’entusiasmo necessario per migliorare le cose.

È a volte imbarazzante come alcune location con una posizione in prima linea, non riescano a proporre alternative al cliente che si ritrova spesso a fare i conti con una serata che sfocia nella monotonia. E pensare che qui non ci vuole molto per far divertire la gente, a volte basta proprio poco, ma bisogna ragionare sempre a 360 gradi e stare sempre sul pezzo, sopratutto quando la concorrenza è ai massimi livelli.

Per mio parere, il lavoro dipendente è veramente un’impresa titanica, a meno che non si sia già inseriti nella società canaria e si abbiamo buoni contatti da sviluppare.

È comunque già difficile trovarlo per i residenti, e per un italiano lavorare alle dipendenze di un canario non è poi cosi semplice….alcune esperienze che mi hanno raccontato sul posto insegnano… Consiglierei di smorzare gli entusiasmi per chi pensa di arrivare qui e trovare subito lavoro, a meno che non appartenga a particolari categorie professionali.

Credo che chiunque voglia venire su questa terra, debba innanzitutto rendersi conto di persona della situazione attuale, consiglierei almeno un mese, e poi trarre le dovute conclusioni.

Come avevo già detto in precedenza, non dobbiamo pensare di arrivare nella Terra Promessa, ma non bisogna nemmeno perdersi d’animo. Io alcune conclusioni ed alcune idee le ho sviluppate, e sono convinto che con l’impegno, la passione, la cultura italiana e la nostra professionalità lavorativa, si può costruire qualcosa di buono distinguendosi da tutti.

Ovviamente valutare con molta attenzione quei business che qui sono già saturi, anche perchè basta poco per cadere nel baratro e perdere investimenti e sacrifici.

Consiglio scontato, girate più che potete, allacciate contatti con la gente del posto ma state attenti sopratutto se pensate di rilevare un locale, perchè le sorprese spiacevoli sono dietro l’angolo. Comunque Tenerife è un colpo al cuore…

Buona giornata a tutti Andrea.

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