“La Signorina Else” Un piccolo gioiello letterario

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“Fräulein Else”, è un piccolo gioiello letterario ad opera dello scrittore viennese Arthur Schnitzler.

Sebbene sia stato pubblicato nel 1924, questo racconto breve si rivela quanto mai attuale.

 

La narrazione ruota attorno alle vicende della signorina Else, giovane adolescente altera e malinconica, cresciuta in ambiente borghese.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è lo stile narrativo adottato dall’autore; la storia, infatti, viene presentata “in soggettiva” attraverso il punto di vista della protagonista.

{loadposition adsense-riquadro-articoli-piccolo}Schnitzler si mantiene a metà strada fra il monologo interiore ed il flusso di coscienza – stile introdotto dall’Ulysses di Joyce, pubblicato nel 1922 – rappresentando il dramma interiore della signorina Else attraverso i pensieri e le emozioni che la percorrono.

Il racconto inizia in “medias res”, senza alcuna introduzione: Else è in vacanza a San Martino di Castrozza, in Trentino, dove – in una cornice tipicamente borghese – si dedica oziosamente ad attività consone al suo stato: lunghe passeggiate, partite a tennis e discrete schermaglie amorose con il cugino Paul, che la ragazza sospetta avere una tresca con una donna sposata.

Poi, all’improvviso, Else riceve una lettera da sua madre, che la informa che suo padre, noto avvocato con il vizio del gioco d’azzardo, è sull’orlo della bancarotta. L’unica possibile salvezza è rappresentata dal vecchio mercante d’arte Von Dorsday, che soggiorna presso lo stesso albergo della ragazza.

La madre supplica Else di avvicinarlo con discrezione e pregarlo di concedere a suo padre un ingente prestito.

Else, ingenua ma non sprovveduta, intuisce immediatamente cosa sottintenda la richiesta della madre.

A questo punto va in scena il dramma interiore della giovane, combattuta fra il desiderio di compiacere i genitori ed il disgusto per lo squallido compromesso cui dovrà sottostare: il vecchio Von Dorsday, infatti, in cambio del suo aiuto chiede alla giovane di poterla vedere nuda per qualche minuto, in una radura nel bosco o nella sua camera d’albergo.

La vergine offerta in sacrificio al drago.

Senza svelare il finale, drammatico e sorprendente, possiamo anticipare che la scelta di Else rappresenterà allo stesso tempo una resa ed una sfida: la ragazza si arrende alle convenzioni sociali, all’ipocrisia borghese, al mercantilismo, ma lo fa attraverso un atto di ribellione, un’estrema affermazione della propria purezza ed integrità rivolta ad una società attenta solo alle apparenze.

Con il suo gesto finale Else lancia una sfida ad una borghesia laida e perbenista.

E così il suo corpo meraviglioso – desiderato, venduto, oltraggiato – diviene strumento di riscatto, e come uno specchio fatto di carne e sangue restituisce l’immagine di una società corrotta e lasciva, costretta a contemplare le proprie miserie.

Claudio Del Piano cdelpiano@willyshakez.com

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