Lettera al Direttore. Perché Tenerife mi attrae, anche se sono vecchio

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Lettera al Direttore. Perché Tenerife mi attrae, anche se sono vecchio

A volte le attese, gli incontri, le sfumature della vita o i destini delle persone influiscono sugli umori, sulle sorti e sulla fortuna degli uomini.

Curiosi risvolti che aiutano a comprendere la dedizione e l’affetto verso la vita che hanno quelle persone che affrontano disagi e difficoltà personali, come quelle da me vissute attualmente a causa di una malattia. Spero di sconfiggerla, facendomi aiutare da quella bellezza e armonia che portano luce e splendore a me, che mi aiutano a reinventare una nuova vita alle Canarie, a respirare nuove sensazioni, per tornare ad amarla, questa vita.

Tutto ciò mi sprona a scrivere, per cercare uno stato d’animo che mi conduca alla gioia, mentre tutto intorno si tende a semplificare, a ridurre, come si fa per esempio con le parole. A chi le legge è lasciato il compito di comprenderle, dopo esser state amputate. Oggi non si usano carta e penna per condividere sensazioni, impressioni, notizie, emozioni, commozione ed anche i turbamenti. La vita, l’esistenza, sono diventate futili, volatili ed evanescenti.

Oggi il computer traduce la vita per noi: con un solo movimento di un tasto, si cancellano sensazioni piacevoli, mentre rimane un vuoto dentro, impossibile da colmare con altre informazioni, perché anch’esse, dopo un attimo, subiscono la stessa sorte.

Non uccidiamo la speranza, i sogni, la parola, il dialogo. Conversare con il prossimo è energia allo stato puro, e chi ha la sensibilità necessaria, la trasforma in poesia. Come è bello riuscire ancora a scrivere per esprimere uno stato d’animo, una sorpresa, quando intorno a noi tutti chattano, utilizzando quei congegni elettronici che ci obbligano a ridurre il numero di parole, ci consigliano la brevità, che poi noi consumiamo con superficialità. La nuova lingua scritta, è così veloce, che le virgole e la punteggiatura tutta hanno smesso di esistere.

In questo linguaggio camuffato da scrittura, la forma è più importante della sostanza. Così oggi i sentimenti e le idee non si de-scrivono più, ma vengono rappresentati da icone, immagini, emoticon. Un po’ come fanno i Cinesi per esprimere umori, simpatie, antipatie, affezioni e soddisfazioni, incredulità o sorpresa. La lingua di un popolo non è mai statica ma cambia continuamente, accompagnando gli accadimenti e la naturale evoluzione dei confini che l’accolgono.

Tutto questo Antonina Giacobbe lo sa, e con il suo periodico Vivi Tenerife rende più gradevole il percorso della vita quotidiana dei tanti italiani che vivono e producono alle Canarie.

Giannimperia 

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